Giustizia, a Catania 250 precari tengono in piedi gli uffici: la FP CGIL chiede stabilizzazioni e investimenti strutturali


Pubblicato il 31 Gennaio 2026

COMUNICATO STAMPA

FP CGIL Catania

Sono 250 i lavoratori precari della giustizia a Catania, di cui 165 impiegati nell’Ufficio per il processo e presso il Tribunale, ai quali si aggiungono addetti al data entry e tecnici specializzati. Un presidio fondamentale per il funzionamento degli uffici giudiziari etnei, oggi alle prese con una scopertura media di organico del 35%, che in alcuni settori raggiunge punte del 50 e 60%. Da questi dati è partita l’analisi di Concetta La Rosa, segretaria generale della FP CGIL di Catania, intervenuta all’inaugurazione dell’anno giudiziario, rilanciando con forza la richiesta di stabilizzazione di tutto il personale precario PNRR e di un piano strutturale di rafforzamento della giustizia.  La Rosa ha evidenziato come il contributo del personale dell’Ufficio per il Processo – funzionari, tecnici e operatori – sia stato determinante nel miglioramento delle performance del sistema giudiziario. I dati del Ministero della Giustizia relativi al terzo trimestre 2025 mostrano infatti un significativo recupero di efficienza, con una riduzione dell’arretrato sia nel civile che nel penale e un avvicinamento all’obiettivo della durata ragionevole dei processi.
Risultati che rischiano però di essere compromessi dalla parziale stabilizzazione dei precari, mentre il Ministero registra, a livello nazionale, oltre 14.400 posti vacanti, più di 7.000 uscite per pensionamento nel triennio 2023-2025 e un’età media del personale superiore ai 55 anni. “Non è accettabile -ha sottolineato- che chi garantisce i diritti dei cittadini non veda riconosciuto il proprio diritto a un lavoro stabile”.
Nel suo intervento, la segretaria generale della FP CGIL etnea ha richiamato anche la necessità di accompagnare la digitalizzazione dei processi con un investimento sulle risorse umane: stabilizzazioni, scorrimento delle graduatorie, nuovi concorsi e piena applicazione del nuovo ordinamento professionale, a partire da progressioni, incarichi e riconoscimenti economici, fermi da oltre quindici anni.
“Investire nella giustizia non è una spesa ma una scelta strategica per il futuro del Paese -ha concluso La Rosa-. Senza personale stabile, valorizzato e messo nelle condizioni di lavorare, l’efficienza raggiunta rischia di essere solo temporanea, a danno dei lavoratori e dei cittadini”.
Poco prima dell’inizio della cerimonia di stamattina, la FP Cgil di Catania ha organizzato un sit in di fronte al Tribunale per rivendicare una riforma della giustizia realmente efficace e sostenibile.


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