Giustizia alla catanese, processo parcheggi: alla fine era tutto regolare! Otto anni di procedimento penale per “scoprire” che andava tutto bene. Peccato che le opere –quasi tutte- non si sono fatte. Mentre la città sprofonda economicamente!


Pubblicato il 26 Marzo 2013

Dall’udienza di oggi in secondo grado l’ennesima considerazione su tutto quello che poteva essere e non è stato. E alla fine, a pagare è la città.La magistratura non paga mai, siamo in Italia! E di politici capaci di dire la verità sulla Procura della Repubblica non se ne trovano nemmeno col lanterino…E questo sarebbe il paese in cui i giudici sono “sotto il tacco” della politica?di iena giudiziaria marco benantiL’Accusa, con la Procura Generale, chiede la conferma della sentenza di primo grado. Che ha assolto tutti e ha disposto il dissequestro dei cantieri. Il 22 aprile arriverà –tranne cataclismi giudiziari- l’assoluzione. La seconda. Così sta per finire il processo d’appello cosiddetto dei parcheggi. Ne abbiamo dato notizia poche ore fa…http://www.ienesiciliane.it/cronaca/10113-flashiene-processo-appello-parcheggi-laccusa-chiede-assoluzione.htmlOra vi raccontiamo la cronaca dell’ennesima mattinata di attesa: l’udienza prevista alle 12,30 prende avvio alle 13,00 circa. Ci mette mezz’ora il sostituto procuratore Platania ha dire che è tutto regolare. Sul tavolo ha una memoria. Non c’ è stata violazione di legge, ergo quale vantaggio ingiusto per il presunto abuso d’ufficio?

L’unica brutta notizia che circola sono le condizioni di salute dell’ex sindaco Scapagnini: forse non supererà questa giornata…

Come già accaduto altre volte in questo processo, fra gli astanti, avvocati, qualche imputato (D’Urso, Arena), sguardi che sono tutto un programma. Tutto regolare? E allora? Bene, qualche avvocato sotto sotto sorride…Ci sarebbe, invece, secondo noi da piangere: dovrebbe piangere la città, la Catania di oggi –economicamente “rasa al suolo”. Quei parcheggi –”buoni o cattivi” che fossero, criticabili come tutto- avrebbero portato lavoro, denari in circolo, economia. Non solo pandette e “polemiche mediatiche” per prendere gli applausi dei “manettari da salotto”. Invece, no, nulla.

Per fortuna, c’è chi non sta zitto, come l’ing. Tuccio D’Urso (nella foto, con l’avv. Tommaso Tamburino, che ha difeso l’ing. Salvatore Fiore). A fine udienza ha detto ai cronisti qualche verità sul passato e sul presente: “mi sono chiesto in questi sei lunghissimi anni come ci sia stata prima una parte della politica catanese che abbia osteggiato la realizzazione dei nove parcheggi, facendo di tutto, in buona sostanza parte delle accuse che sono state definitivamente smantellate dal pubblico ministero in appello sono mutuate da folli ragionamenti che specificamente alcuni politici catanesi hanno fatto, fecero, lungamente battendosi in prima persona per la non realizzazione di questi parcheggi e poi successivamente per l’ignavia dell’amministrazione che si è succeduta , che pur potendo realizzare subito cinque dei parcheggi, perché va ricordato che quattro parcheggi furono sequestrati, ma cinque restarono al di fuori da qualunque provvedimento giudiziario, non ha né realizzato, né richiesto, non ha svolto attività amministrativa nei confronti di questi altri cinque parcheggi e che da ben tre anni cioè da quando furono dissequestrati gli altri, non ha insistito perchè venissero realizzati gli altri tre.In buona sostanza, Catania per l’attività convergente di una parte della politica e della attuale gestione amministrativa ha rinunciato -come ho sempre detto- alla più importante operazione di patrimonializzazione del comune stesso”.

Parole “scomode” -già li sentiamo quelli “perbene” del “salotto alla manetta”: loro il problema economico non se lo pongono, perchè non ne hanno loro. E il sindaco Stancanelli è politico italiano: la verità sulla magistratura è affar di altri.

  


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