Il ministro Costa scrive a Musumeci: No agli inceneritori, discariche solo per gli scarti


Pubblicato il 24 Giugno 2020

Il deputato M5S all’Ars Giampiero Trizzino: “Invito chiarissimo che mette in riga il presidente della Regione”

Il ministro Costa scrive a Musumeci: No agli inceneritori, discariche solo per gli scarti.

 “No alla termovalorizzazione, a vantaggio di soluzioni meno impattanti in termini ambientali ed emissivi e discariche da utilizzare solo per gli scarti non altrimenti valorizzabili”.

E’ questo, in soldoni, l’invito a Musumeci, contenuto in una lettera a che il ministro Costa ha scritto al governatore siciliano, in vista del varo che sembra imminente del piano rifiuti regionale.

Né dà notizia il deputato del M5S all’Ars, Giampiero Trizzino.

“L’importante raccomandazione  che arriva da Roma – afferma il parlamentare 5 stelle –   mette in riga Musumeci.  Si tratta un invito chiaro ed inequivocabile a chiudere le porte ai termovalorizzatori. Indicazione, tra l’altro, più puntuale che mai, anche alla luce dei fatti che pochi giorni fa hanno acceso i riflettori su un progetto privato a Catania”.

“Dire che in tema di rifiuti l’amministrazione Musumeci è stata fallimentare – afferma il parlamentare 5 stelle – è quasi un eufemismo. La riforma della governance è sparita dai radar. Né c’è traccia del piano dei rifiuti. Secondo il Codice dell’ambiente, entro e non oltre otto mesi, un piano regionale dei rifiuti deve ottenere la valutazione ambientale per poi potere essere approvato. Da quando Musumeci governa, invece, di mesi ne sono passati trenta ed ancora non c’è ombra di questo importantissimo strumento di programmazione”

“Non solo non abbiamo notizie del piano –  aggiunge il capogruppo Giorgio Pasqua  –  ma non sappiamo nulla delle sorti della gestione dei rifiuti in Sicilia. Quasi tutte le province sono carenti di impianti pubblici e la raccolta differenziata ormai è diventata una barzelletta, perché, per quanto sia vero che la percentuale è aumentata, è altrettanto vero che non si sa che fine faccia, considerato che impianti per trattarla in Sicilia non ce ne sono”.

 

 


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