Ipotesi riduzione servizio Asacom, Raia (PD): “Al fianco delle famiglie e dei lavoratori, i diritti non si tagliano”


Pubblicato il 08 Agosto 2026

“Garantire il diritto allo studio all’integrazione all’inclusione sociale dei cittadini, adulti e minori, con disabilità. Nessuno può essere lasciato indietro. Proprio per questo i diritti non si tagliano e il servizio Asacom in tutte le scuole è indispensabile. C’è un limite che nessuna amministrazione dovrebbe mai oltrepassare: quello dei diritti fondamentali delle persone. Apprendere che, per ragioni di bilancio, si starebbe valutando una riduzione del servizio di Assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) nelle scuole della Città Metropolitana di Catania è un fatto gravissimo. Se confermata, questa scelta rappresenterebbe un arretramento culturale, sociale e istituzionale che colpirebbe gli studenti più fragili e le loro famiglie. Non si risanano i bilanci riducendo i diritti. La scuola inclusiva non può esistere senza gli strumenti che la rendono realmente tale.

Tagliare il servizio ASACOM significa negare, nei fatti, il diritto allo studio, all’autonomia, alla comunicazione e alla piena partecipazione degli alunni con disabilità. L’inclusione non è uno slogan da esibire nelle cerimonie ufficiali. È un obbligo giuridico e morale che lo Stato, le Regioni e gli Enti locali hanno il dovere di garantire ogni giorno. Preoccupa profondamente quanto emerge dalla bozza del nuovo Accordo di Programma sull’inclusione scolastica. Dietro il richiamo alla riforma introdotta dal D.Lgs. 62/2024 e al Progetto di Vita rischia di nascondersi una logica esclusivamente ragionieristica: fissare limiti preventivi alle ore di assistenza, indipendentemente dai reali bisogni degli studenti. Se fosse confermata l’ipotesi di riconoscere un massimo di 12 ore settimanali di assistenza all’autonomia e comunicazione, se frequenta la scuola secondaria di primo e secondo grado, rispetto ad un orario curriculare di 30 ore settimanali. Alla stessa drammatica riduzione dovrebbero sottostare i bambini dell’infanzia e della primaria: ci troveremmo di fronte a una scelta che contrasta con il principio dell’inclusione personalizzata previsto dalla legge e costruito attraverso il lavoro del GLO, delle famiglie, della scuola, dell’ASP e di tutti i soggetti competenti. Non si tratta di numeri. Si tratta di bambini che rischiano di non poter comunicare. Di ragazze e ragazzi che rischiano di non poter partecipare alle attività della classe.

Di famiglie che vedrebbero lo Stato arretrare proprio quando dovrebbe garantire maggiore tutela. La Costituzione, la Legge 104/1992, il D.Lgs. 66/2017 e la consolidata giurisprudenza affermano un principio inequivocabile: le esigenze di bilancio non possono comprimere un diritto fondamentale come quello all’istruzione e all’inclusione delle persone con disabilità. L’Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione non è un costo da eliminare. È la figura che rende concretamente possibile il diritto allo studio. È il professionista che consente allo studente di comunicare, partecipare, apprendere, costruire relazioni e sviluppare autonomia. Senza il servizio ASACOM, l’inclusione scolastica diventa una promessa vuota. A pagare il prezzo di queste scelte non sarebbero soltanto gli studenti, ma anche centinaia di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale con competenza, responsabilità e dedizione. Sarebbe un danno sociale enorme. È inaccettabile che eventuali inefficienze amministrative o difficoltà finanziarie vengano scaricate ancora una volta sulle persone più vulnerabili. I diritti non sono una variabile dipendente dei bilanci comunali.

Chiediamo con forza ai sindaci della Città Metropolitana, al Comune di Catania, all’Ufficio Scolastico Regionale, all’ASP e a tutte le istituzioni coinvolte di respingere qualsiasi ipotesi di riduzione delle ore di assistenza e di eliminare ogni criterio che introduca tetti prestabiliti ai servizi di inclusione. Ogni intervento deve continuare a essere definito esclusivamente sulla base dei bisogni della persona, come previsto dalla normativa vigente e dai principi costituzionali. Saremo al fianco delle famiglie, degli studenti, delle associazioni e degli operatori del settore. Se qualcuno pensa di fare cassa sui diritti delle persone con disabilità, sappia che troverà una mobilitazione ampia, determinata e unitaria. Difenderemo il diritto allo studio in ogni sede: istituzionale, politica e giudiziaria. Perché una società si misura da come tutela le persone più fragili. Perché nessuno può essere lasciato indietro. Perché l’inclusione non si proclama: si garantisce. Il servizio ASACOM non si taglia. I diritti non si negoziano”.

Concetta Raia, già deputato regionale, dirigente regionale Pd.


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