La Chiesa catanese ricorda il Duce: è bagarre su facebook


Pubblicato il 30 Aprile 2012

di Mirko Tomasino- Iena VulcanicaCome ogni anno che si rispetti, nella pagina dei necrologi del quotidiano cittadino “La Sicilia” appare il solito trafiletto (nella foto) che ricorda la morte di Benito Mussolini, Duce d’Italia. Anche per questo 28 aprile 2012 la solenne messa si è tenuta presso la Chiesa di San Gaetano alle Grotte di Catania celebrata da padre Antonio Lo Curto, un prete molto conosciuto negli ambienti ecclesiastici etnei e non solo nonchè molto noto per le sue simpatie di destra.Sul popolare social network il necrologio aveva destato molto scalpore soprattutto negli ambienti di sinistra, dove prontamente, è arrivata un’azione di disturbo da parte del movimento antifascista catanese che, prima dell’inizio della Santa Messa, ha buttato all’ingresso della Chiesa una bottiglietta contenente una sostanza chimica altamente maleodorante. Di seguito il comunicato del gruppo politico:Oggi pomeriggio, prima della messa in onore del duce che si è svolta nella chiesa di S.Gaetano, gli antifascisti catanesi hanno voluto lanciare un messaggio ai fascisti della città e a tutti i cittadini versando alcuni litri di liquame, puzzolente come le fecce in camicia nera, sul cortile del sagrato:non siamo disposti ad assistere in silenzio alla celebrazione di colui che ha rafforzato fino a livelli insopportabili il dominio della classe borghese sui lavoratori, che ha bombardato con gas asfissianti intere popolazioni in libia ed etiopia , che ha dato l’esempio ai nazisti su come deportare e sterminare le popolazioni conquistate ed oppresse, che ha fatto da cane da guardia ai nazisti consentendo la deportazione di decine di migliaia di italiani.OGGI PIÙ CHE MAI ESSERE ANTIFASCISTI VUOL DIRE DIFENDERE LA CULTURA E I DIRITTI DEI LAVORATORI CONTRO I NUOVI SISTEMI DI OPPRESSIONE DA SEMPRE SOSTENUTI DALLE CAMICIE NEREDentro la chiesetta, nella centralissima Catania, vi sono poco più di quaranta persone, quasi sempre presenti all’appuntamento tra cui spicca il segretario regionale del Movimento Fiamma Tricolore Francesco Condorelli Caff. Padre Lo Curto tiene un’omelia molto appassionata, in cui descrive Mussolini come una “brava persona”, e rievoca gli unici errori quelli legati alle leggi razziali e all’entrata in guerra dell’Italia. Per il resto, il parroco, che ha tenuto a precisare la sua collocazione apolitica, tiene una dura omelia contro l’attuale governo ricordando che in uno dei suoi recenti sogni ha sognato i componenti di questo esecutivo tecnico appesi all’altare della Patria anche se poi, dietro qualche bisbiglio e qualche risata di troppo dei fedeli, ha corretto il tiro e ha affermato la sua contrarietà alla violenza ma anche all’inerzia di questi politici.Sul tramonto della cerimonia è intervenuto il segretario regionale della Fiamma Tricolore, Condorelli Caff il quale ha ribadito la difficoltà di questo periodo economico e l’esigenza di ritrovarsi in questa messa solenne auspicando una maggiore partecipazione dei giovani in sala che erano davvero pochi.A conclusione dell’evento, come in tutte le manifestazioni in tipico rito fascista, il segretario Condorelli Caff urla il nome di Mussolini a cui risponde “presente” l’intera sala. Anche padre Lo Curto alza il braccio destro, ma nella sala mancano personaggi conosciuti della politica locale con attuali incarichi amministrativi provenienti dall’area dell’ultradestra catanese a cui devono notorietà e formazione politica.Tutti colti da amnesia?


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