La visita di Meloni a Niscemi: uno schiaffo politico alla Sicilia


Pubblicato il 17 Febbraio 2026

La visita di Giorgia Meloni a Niscemi si è rivelata molto più di un semplice sopralluogo istituzionale. La presidente del Consiglio si è presentata direttamente davanti alla popolazione, accompagnata dal capo della Protezione Civile nazionale, che ha contestualmente nominato commissario per la gestione dell’emergenza. Una scelta che suona come una sonora smentita nei confronti della classe dirigente locale: niente presidente della Regione  – Renato Schifani – al suo fianco, niente Protezione Civile siciliana, niente ministro competente — nonostante Musumeci  sia siciliano e già ex presidente della Regione. 
Un’esclusione difficile da leggere come casuale.
Ciò che sta emergendo in Fratelli d’Italia va dunque ben oltre un normale commissariamento: è un disconoscimento esplicito dell’operato dei propri rappresentanti locali da parte della leader del partito. Meloni ha aperto i cordoni della borsa del governo, stanziando risorse gestite direttamente dal centro, con un messaggio implicito ma inequivocabile: la Sicilia, a suo giudizio, non è in grado di amministrare autonomamente nemmeno fondi di relativa facilità di spesa come quelli della Protezione Civile.

Invocare la correttezza istituzionale della visita, e quindi la sua presunta neutralità politica, appare poco credibile: il protocollo istituzionale avrebbe imposto ben altra composizione della delegazione.

Iena che osserva.


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