Melchiorre (Mec e Sd): domani si parlerà di Israele e di diritto alla pace per tutti. Sia garantito il diritto di riflessione e di parola


Pubblicato il 18 Febbraio 2026

Claudio Melchiorre modererà l’incontro sulle origini giuridiche di Israele. La libertà di parola deve essere garantita.

Melchiorre: su Israele, occorre garanzia del dovere di riflessione e della libertà di parola.

Domani, 19 febbraio alle 18, 30 si svolgerà alla Cappella Bonajuto un incontro pubblico sulle Origini dello Stato di Israele. L’intervento principale sarà di David Helber e i saluti saranno portati da Mose Ben Simon. È un convegno che parla di fatti e della successione degli atti giuridici che hanno portato alla nascita di uno Stato democratico, che avrebbe dovuto prosperare con la vicinanza di Stati parimenti democratici e, nel 1948, a maggioranza laburista.

A moderare il dibattito sarà Claudio Melchiorre, componente della segreteria nazionale di Socialdemocrazia Sd e del Movimento Elettori e Consumatori.  

“Israele nasce Socialista– spiega Melchiorre. L’illusione fu proprio quella di poter creare una pace internazionalista, basata sul lavoro e sul progresso. L’involuzione delle democrazie arabe prima e il fondamentalismo poi hanno prodotto guerre costanti. Oggi la strategia della tensione comincia a perdere terreno con gli accordi di Abramo. Bisogna vedere il come e soprattutto lavorare per la tutela del diritto alla sicurezza di tutti. Di Israele, perché il 7 Ottobre 2023 è stato un’infamia, e dei palestinesi, soggetti a regimi brutali e senza diritto alla libertà, educati sin dalla culla all’odio. I palestinesi vanno protetti anche dalle violenze dei coloni israeliani. Bisogna riportare la questione nell’alveo della ragione, del diritto, nella definizione di ambienti costituzionali democratici.”

Domani, giovedì 19 febbraio, con la pretesa di protestare contro qualsiasi cosa, persino la riflessione, è stata chiamata una manifestazione di piazza. È una condotta basata su bugie, menzogne, pretesa fascista. “A Siracusa un convegno simile ha subito la dichiarazione dell’on. Fabio Granata, a Catania il bavaglio è preteso da movimenti con i quali ho condiviso battaglie contro la mafia, per la tutela della vita delle donne, per una città mgliore.”

Conclude Melchiorre: “Non mi sono fatto silenziare da multinazionali né da poteri territoriali. Domani 19 febbraio modererò l’incontro con David Helber per il diritto alla parola e alla conoscenza dei fatti. I miei compagni di altre lotte spero abbiano la maturità per rifuggire dalla loro stessa trasformazione in bolgia fascista urlante e bugiarda che abbia la pretesa di mettere il bavaglio alla riflessione pubblica e ad un piccolo contributo per tornare a parlare di pace, unico antidoto alla morte violenta. Di certo, non è normale dover chiamare la forza pubblica per svolgere un dibattito pubblico accademico.”


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