L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza, ma un tempo di memoria e consapevolezza. La Giornata internazionale della donna riporta alla memoria le conquiste raggiunte e le battaglie ancora aperte, invitando a riportare alla luce storie che hanno inciso nel tessuto della società. Anche la gastronomia custodisce figure femminili che hanno saputo trasformare il talento […]
Le prime donne stellate: pioniere dell’alta cucina
Pubblicato il 27 Febbraio 2026
L’8 marzo non è soltanto una ricorrenza, ma un tempo di memoria e consapevolezza. La Giornata internazionale della donna riporta alla memoria le conquiste raggiunte e le battaglie ancora aperte, invitando a riportare alla luce storie che hanno inciso nel tessuto della società. Anche la gastronomia custodisce figure femminili che hanno saputo trasformare il talento in emancipazione.
Nel racconto dell’alta cucina, a lungo dominato da nomi maschili, le donne hanno esercitato un’influenza decisiva, benché spesso relegata ai margini della narrazione ufficiale. Già nel 1933 la francese Eugénie Brazier incideva il proprio nome nella storia, divenendo la prima chef a ottenere tre stelle Michelin, anzi sei, tre per ciascuno dei suoi ristoranti a Lione. Intorno a lei, le Mères lyonnaises contribuirono a plasmare l’identità gastronomica francese, dimostrando che rigore, visione e sensibilità non conoscono genere.
In Italia il punto di svolta si compie nel 1996 con Nadia Santini, prima donna a conquistare tre stelle Michelin con Dal Pescatore. La sua cucina, saldamente radicata nella tradizione familiare e insieme capace di dialogare con il mondo, segna un passaggio emblematico: dalla dimensione domestica all’eccellenza riconosciuta.
Oggi le chef stellate restano una minoranza, ma la loro presenza si fa sempre più autorevole. Raccontarle, soprattutto l’8 marzo, significa restituire voce a chi ha saputo elevare dedizione, impegno e talento a segno distintivo di eccellenza, lasciando un’impronta duratura nella storia della ristorazione.
Leda Morana.





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