Sindacati CT. Vertenza SIFI: mobilitazione confermata. Ancora troppi esuberi, servono soluzioni strutturali e non solo incentivi all’esodo


Pubblicato il 27 Febbraio 2026

Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL di Catania 
Comunicato stampa

La vertenza resta confermata. La decisione è stata assunta al termine della intensa giornata di mobilitazione di giovedì  che ha visto il sit-in promosso dal Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL di Catania in concomitanza con il quinto incontro di esame congiunto sulla procedura di riduzione del personale avviata dall’azienda e svoltosi presso Confindustria Catania.
Nonostante il confronto nei tavoli tecnici, l’azienda ha confermato un esubero strutturale di 48 lavoratrici e lavoratori, conseguenza di una scelta unilaterale di riorganizzazione che continua a incidere pesantemente su un sito produttivo strategico per il territorio catanese.
Le organizzazioni sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL hanno ribadito con fermezza che la priorità resta la massima tutela occupazionale. Ogni percorso deve prevedere il pieno utilizzo di strumenti alternativi ai licenziamenti: ricollocazioni interne, trasformazioni volontarie del rapporto di lavoro, soluzioni di part-time, ammortizzatori sociali e ogni misura utile a ridurre l’impatto sociale della riorganizzazione.
Sul piano economico, la proposta aziendale di incentivazione all’esodo, articolata per fasce di anzianità, è stata giudicata insufficiente e squilibrata. Non garantisce un sostegno adeguato a chi dovesse lasciare l’azienda e rischia di trasformare la volontarietà in una scelta condizionata da un clima di pressione. Per questo le organizzazioni sindacali hanno avanzato una controproposta volta a rendere più equi i criteri e a rafforzare le tutele economiche e sociali, chiedendo che ogni eventuale adesione sia realmente libera, consapevole e assistita, senza alcuna forma di forzatura, e accompagnata da percorsi certificati di ricollocazione.
Particolare attenzione è stata posta alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori appartenenti alle categorie protette, per i quali è stato richiesto il pieno rispetto degli obblighi di legge e la priorità nel mantenimento del posto di lavoro o in una ricollocazione compatibile con le esigenze tecnico-organizzative.
Il confronto è stato aggiornato alle giornate del 5 e 6 marzo, quando si procederà alla chiusura dei tavoli tecnici e alla definizione dei numeri complessivi. Nelle giornate successive, l’azienda si è impegnata a presentare una formale controproposta rispetto al quadro illustrato.La vertenza, dunque, prosegue.


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