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Ore 8 “lezioni di dissesto”: chi è più bravo, Bianco o Trantino?
Pubblicato il 21 Luglio 2026
iena dei gattopardi marco benanti.
Dopo tanti “si dice”, dopo numerosi “sussurri”, è arrivato -nero su bianco- il post che parla apertamente di “rischio dissesto-bis” al comune di Catania. Lo ha fatto, in sostanza, il capogruppo del Pd, il prof. Maurizio Caserta e al momento non risultano reazioni particolari da parte dei vertici dell’amministrazione comunale.
Il comune di Catania farà la stessa fine dell’ “era Bianco” (è in corso un processo ad ex amministratori di Bianco e a lui stesso), con annesse vicende legate all’amministrazione Pogliese? Per il momento, il “dissesto-bis” è solo una prospettiva di lungo termine, ma i debiti –e sono notevoli- ci sono: e dire che a noi sembrava che la “lotta per la legalità” dell’attuale sindaco portasse grandi vantaggi. Ci avevate creduto?
Tanto per cambiare, al di là degli aspetti più tecnici della faccenda, emerge la continuità politico-amministrativa di una città di finte opposizioni che dicono di combattere finte maggioranze. Una città commerciale fondata sul “falso”, o meglio fondata sull’interesse privato e su gruppi di Potere che cambiano casacca ma non modalità di governo: Catania lo è da decenni, ma chi ha provato a descriverla per la sua essenza trasformistica è stato, spesso, messo in un angolo. Evidentemente aveva ragione.
Ora sarebbe da chiedersi: ma chi ha diretto l’area della Ragioneria del comune rappresenta davvero il “nuovo”? Quale grado di discontinuità esiste anche in questo delicato settore? Chi conosce la storia politica di Catania sa perfettamente che anche in tema di dirigenti la continuità prevale: poi, certo ci sono quelli che leggono la città sulla dicotomia “destra-sinistra”, ma anche loro, anzi soprattutto loro, sono funzionali alla “città del falso”…in bilancio(?)
Oggi, la tragicomica della “città delle regole” è solo un velo ipocrita su una realtà drammatica, magari solo per l’incasso e per le casse comunali. Ma non basta.
Chi dirige “la baracca” dovrà trovare altre “carte da giocare”: potrebbero magari servire per leggere lo sguardo pensoso del Presidente del consiglio comunale Anastasi, con i suoi “occhi da gatto” di finto distratto? E chi ha rassicurato in passato come l’assessore Clara Marletta, pardon Giuseppe Marletta, ora che dirà? Alt! Ci sono le elezioni, quindi, magari la candidatura potrà servire per fare posto ad un assessore al bilancio, o meglio ad un nuovo assessore al bilancio.




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