Legambiente: fermare i ride dei motociclisti sull’Etna, Parco dell’Etna e istituzioni si attivino immediatamente


Pubblicato il 31 Maggio 2020

“Il circolo Legambiente di Catania chiede a tutte le autorità competenti di allertarsi per fermare ed impedire “l’invasione” e le corse delle moto sulle strade del Parco dell’Etna. Non è più tollerabile che questo fenomeno prosegua senza regole e senza controlli, mettendo a rischio la sicurezza degli escursionisti che amano trekking e passeggiate nei boschi dell’Etna e danneggiando l’equilibrio dell’ecosistema ambientale del vulcano dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

«Adesso che il Parco dell’Etna ha un nuovo presidente – afferma Viola Sorbello, presidente del circolo Legambiente di Catania – ci auguriamo che questa istituzione prenda posizione e trovi correttivi efficaci per ristabilire regole e modalità di fruizione sostenibili e rispettose della natura, degli escursionisti e di una fruizione turistica corretta e capace di attrarre gli stranieri. Il nuovo presidente del Parco dell’Etna, d’altronde, ha già condotto importanti battaglie contro le discariche abusive nel territorio di Belpasso, quando ne era sindaco, ci auguriamo che anche su questo fronte mostri tutto il suo impegno alla guida del Parco dell’Etna».

«Al nuovo presidente, la cui nomina è stata accompagnata da molte polemiche politiche sulla mancanza di competenze specifiche in campo ambientalistico e di gestione di parchi e riserve, lanciamo una sfida aperta», aggiunge Sorbello. «Non vogliamo avanzare preconcetti o preclusioni – continua – ma lo attendiamo alla prova dei fatti. Se saprà costruire una comunità rispettosa, attenta e far rispettare le regole a salvaguardia di un patrimonio di tutti, come l’Etna, gliene daremo atto. Però questa sfida va affrontata subito, senza sotterfugi politici, senza accordare a nessuno e per nessun motivo privilegi e tantomeno chiudere un occhio. Non è giustificabile, infatti, che si chiuda un occhio o si omettano controlli. Questa battaglia va affrontata subito. Anche chiamando a raccolta cittadini e associazioni che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile del vulcano e guardano a un futuro più verde e meno motoristico. Legambiente è a disposizione, ma non tollererà ritardi, tentennamenti od omissioni. Così come. Non li tollereremo da parte di tutte le altre istituzioni e autorità che hanno il compito e il dovere di difendere e preservare il patrimonio naturalistico e culturale del nostro vulcano». “

 
 
 

 

 


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