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LEGGE ELETTORALE, SOCIALDEMOCRAZIA: CAMPO LARGO COME MARCHESE DEL GRILLO
Pubblicato il 15 Luglio 2026
«Parlare di popolo quando si è all’opposizione per cancellarlo quando si pensa di andare al governo, è tradimento.»
Con queste parole, il commissario di Socialdemocrazia Sd Sicilia Claudio Ricozzi condanna il comportamento del Campo largo sulla riforma elettorale. “PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno scelto di votare contro gli elettori rispetto all’emendamento sulle preferenze. L’emendamento è stato respinto a scrutinio segreto con 188 voti contrari e 187 favorevoli, grazie alla collaborazione tra i franchi tiratori del governo e l’opposizione. Uno scandalo da casta.”
Secondo i socialdemocratici, il Campo largo ha scelto il liberticidio anziché restituire la sovranità ai cittadini elettori. “Se le opposizioni avessero approvato la reintroduzione delle preferenze la vittoria contro la destra sarebbe stata doppia – spiega Vicky Amendolia, giurista e vice segretario vicario nazionale: avrebbe dimostrato l’inesistenza della maggioranza e avrebbe dichiarato la scelta di campo in favore del popolo italiano. Il campo largo ha scelto l’alleanza con la parte più elitaria e antidemocratica del governo. Più che Campo Largo è il castello del Marchese del Grillo, dove loro sono ‘loro’ e gli altri nessuno.”
Ha rincarato la dose il segretario organizzativo Claudio Melchiorre: “Anche la maggioranza ha reso al Paese un pessimo servizio: con il voto segreto si è manifestata una componente di destra che nell’ombra si accorda con le opposizioni, magari sotto il coordinamento di Mosca, per creare una nuova aristocrazia parlamentare bloccata.”
Socialdemocrazia Sd Sicilia è ferma nel chiedere sistema proporzionale, preferenze, abolizione delle posizioni garantite e delle caste contemporanee, limitazione delle candidature multiple, collegi territoriali ragionevoli e regole democratiche e trasparenti nella formazione delle liste.
“Auspichiamo che la Camera rifiuti il testo con le liste bloccate e che il Senato corregga gli errori e restituisca al popolo ciò che gli appartiene: il diritto di voto pieno e sovrano.”




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