LO STRANO CASO DELL’UOMO CONDANNATO AL POSTO DEL PADRE REO CONFESSO


Pubblicato il 14 Febbraio 2026

dalllo studio legale Lipera

In data 11 febbraio 2026, la Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso da Antonino PEPI avverso il provvedimento di rigetto della Corte di Appello di Messina dell’istanza di revisione del processo.

     La vicenda in questione, com’è noto, rappresenta uno dei casi più controversi, anomali e paradossali che la recente cronaca giudiziaria abbia visto, atteso che Antonino PEPI è stato l’unico condannato – alla pena di anni 14 di reclusione – a fronte di ben quattro imputati (oltre il PEPI Antonino vi erano i fratelli PEPI Marco e PEPI Alessandro ed anche il padre PEPI Gaetano) per l’omicidio di Giuseppe DEZIO (avvenuto a Vittoria nel 2016), sebbene la dinamica dei fatti attesti la di lui totale estraneità e nonostante il padre Gaetano avesse rivendicato, e rivendichi ancora oggi, la propria esclusiva responsabilità per la morte del DEZIO. Pur non essendo stato creduto in primo grado dalla Corte di Assise di Siracusa, che lo ha mandato assoluto, che PEPI Gaetano fu il vero colpevole dell’omicidio di DEZIO Giuseppe (comunque agendo per la legittima difesa del proprio figlio) lo ha invece stabilito la Corte di Assise di Appello di Catania, la quale però non lo ha potuto condannare sol perché nessuno – tra Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, Procura Generale presso la Corte di Appello di Catania – ne avesse impugnato l’assoluzione del predetto.

     Dopo il rigetto dell’istanza di revisione da parte della Corte d’Appello di Messina, la difesa di Antonino PEPI aveva presentato ricorso in Cassazione denunciando l’illogicità di una decisione che ignorava la valenza dirimente delle nuove prove.

     “Oggi si è appreso della dichiarata inammissibilità del ricorso, avverso la quale promuoveremo certamente ricorso straordinario, e, in attesa del deposito delle motivazioni dei giudici della Suprema Corte, stiamo già lavorando ad una nuova istanza di revisione, che possa riaprire finalmente il processo a carico di PEPI Antonino e così far emergere la Verità di un uomo condannato ingiustamente nonostante la sua “assenza” sulla scena del crimine e quindi la sua palese estraneità”.

     Catania, 13 febbraio 2026                                                  Avv. Giuseppe Lipera.


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