L’USB al fianco dei lavoratori di Mercatone Uno


Pubblicato il 28 Maggio 2019

Il 30 maggio era fissato un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico per far fronte alla grave situazione dei 55 punti vendita di Mercatone Uno che la Shernon Holding aveva acquistato nell’agosto del 2018, ma non si è fatto in tempo ad arrivare a sedersi a quel tavolo con il ministro e il suo staff perché nella giornata di ieri 25 maggio la Società ha dichiarato fallimento.
Nessuno però si è premurato di inviare una nota ai circa 1800 dipendenti che hanno dovuto apprendere la notizia venerdì sera via Facebook  e WhatsApp dal momento che gli ormai ex datori di lavoro non li hanno evidentemente ritenuti degni nemmeno di una banale email di commiato e di scuse, perché no. Solo i responsabili dei locali hanno ricevuto indicazioni nella notte di far entrare i dipendenti per riprendersi i propri effetti personali, ma nessuna comunicazione preventiva ha raggiunto nemmeno le organizzazioni sindacali.

I soliti sindacati concertativi, d’altro canto, fin dal 2015, anno di inizio della crisi aziendale, altro non hanno fatto che indirizzare lavoratrici e lavoratori a collaborare con un “lavoro proficuo” alle continue riorganizzazioni aziendali, fatte di commissariamenti, cassa integrazione, riduzione  delle ore lavorate, che avevano già fatto sfumare circa 800 posti di lavoro.

Arrivano pertanto decisamente tardi i presidi organizzati sotto i negozi coinvolti dalle chiusure.

L’USB chiede a gran voce spiegazioni sul motivo per cui i dipendenti di mercatone Uno non siano stati informati sul reale e disastroso stato di salute dell’azienda di appartenenza e sul perché non siano stati salvaguardati in alcun modo posti di lavoro, nonostante anni di lacrime e sangue che, evidentemente, qualche sindacato ha appoggiato o quantomeno non contrastato in maniera decisiva.

Decidiamo di schierarci a fianco di chi ha perso il posto di lavoro per garantire tutta l’assistenza di cui avranno bisogno.

USB Commercio.


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