Marco Pitrella s’è iscritto al Pd: “un partito ha ragione di esistere se ha la capacità di fare comunità”


Pubblicato il 18 Gennaio 2023

di iena marco benanti

La notizia non sta tanto nel fatto che Marco Pitrella, firma ormai storica di questa testata, si sia tesserato al Partito democratico, ma quanto che ci sia qualcuno con un po’ di testa (e Pitrella ne ha tanta) che abbia avuto il coraggio di tesserarsi.

Perché l’hai fatto …?

“Detto tra noi, caro Benanti, in politica meglio non farsi troppe domande sennò poi uno se ne pente. Battute a parte, la verità è che a me, come sai, piacciono le cose difficili, soprattutto se c’è in ballo un pezzo di storia che considero fondamentale per il nostro Paese”

Allora è un ritorno a casa …?

“Un po’. Infatti mi sono iscritto al Pd soltanto nel 2014 per un breve periodo, il tempo di sostenere la candidatura di Gianni Cuperlo a segretario nazionale. A dirla tutta, sino al 2006, quando c’erano ancora i Democratici di Sinistra, sono stato segretario della Sinistra Giovanile di Grammichele e dopo coordinatore del calatino; nel corso di quell’esperienza sono nati circoli in quasi tutti i comuni del comprensorio. Quella fu per me una stagione bellissima, finita purtroppo troppo presto.

Perché solo per un “breve periodo” …?

“Non aveva molto senso stare più a lungo. Un partito, se tale, non può reggersi solo sulle correnti. Io ero abituato a ben altro in passato e in un partito così strutturato, l’unica via per fare attività politica era iscriversi a una corrente, se non, specie a Catania, addirittura a una famiglia o famigghia”

Ti stai riferendo alla nota famigghia …?

“Sì, la famigghia, per intenderci quella che faceva riferimento alla vecchia Cgil, e sottolineo vecchia Cgil, che è stata l’emblema della degenerazione del partito e del sindacato, quella stessa degenerazione che per anni abbiamo raccontato io, tu e Debora Borgese che ringrazio; una commistione tra partito e sindacato che non aveva precedenti nella storia della sinistra italiana. La storia ci ha dato ragione, basta leggere gli articoli su Ienesicule”

Alla Cgil è cambiata la musica …?

“Alla Cgil sicuramente, grazie al lavoro fatto dall’attuale gruppo dirigente regionale e provinciale, e consentimi di augurare buon lavoro al mio amico Carmelo De Caudo, riconfermato segretario provinciale”

E nel Pd …?

“Fossi stato nel segretario regionale, Anthony Barbagallo, all’indomani del tradimento di Villari, ANGELO, che da segretario provinciale s’è andato a candidare di notte e notte nelle liste di Cateno De Luca (fra l’altro non è stato nemmeno eletto) avrei immediatamente commissariato la federazione e quei circoli che hanno sostenuto Villari, ANGELO, nonostante, appunto, il tradimento. Insomma non è normale che, tanto per fare un esempio, a Grammichele, la segretaria del circolo, che è anche consigliere comunale, abbia autenticato la candidatura di Villari, ANGELO, nelle liste di De Luca, e che un altro consigliere comunale, sempre, del Pd lo abbia sostenuto apertamente in campagna elettorale. Oggi, in vista del congresso, se io avessi deciso di prendere la tessera proprio a Grammichele l’avrei dovuto chiederla al segretario che ha sostenuto il tradimento: è normale? Questa situazione di totale ambiguità, tra l’altro, non agevola certo l’arrivo di nuovi iscritti, in particolare in vista di un appuntamento così importante”

Potrebbe commissariare quei circoli la neo segretaria provinciale, Maria Grazia Leone …

“Con Maria Grazia ci conosciamo da tantissimi anni, tutti e due abbiamo militato nella Sinistra Giovanile; il consiglio che le posso dare io è di intervenire al più presto, così da dare un segnale a garanzia delle credibilità delle sezioni, dato che si sta per aprire la fase congressuale”

Credi che i quattro candidati alla segreteria nazionale abbiano la capacità di ricostruire un partito che sia comunità, come dicevi tu …?

“Lo spero, e a Catania, per quanto mi riguarda, sono a disposizione per lavorare in tal senso; fra l’altro tra deputati, sindaci e consiglieri comunali si può e sì deve ripartire dai territori; credo sia questo l’obiettivo più importante per ricostruire un partito che sia degno di questo nome. E, a proposito di territori, è fondamentale che chiunque dei candidati venga eletto alla segreteria nazionale ponga immediatamente una questione: la riforma della legge elettorale, magari in senso proporzionale reintroducendo il voto di preferenza, per restituire sovranità al popolo, come recita la nostra costituzione, ed evitare che a scegliere deputati e senatori siano appunto le segreterie di partito”

Mi sembri ottimista …

“L’ottimismo della volontà e il pessimismo dell’intelligenza, diceva Antonio Gramsci”

E sulle prossime amministrative …?

“Se ne discuta presto nel partito. In Sicilia, la città più importante chiamata al voto è Catania. Ecco, proprio dalle amministrative, ragionando tutti insieme, può arrivare un segnale importante, di respiro nazionale nella ricostruzione di un nuovo centrosinistra, anche per scongiurare fughe in avanti di quanti abbiano l’intenzione di riciclare pezzi di ceto politico a liste civiche vestito”.


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