Occupazione, caso Tecnis, Filca Cisl: giovedì il commissario Ruperto a Catania, videoconferenza con Roma


Pubblicato il 03 Aprile 2016

comunicato stampa del sindacato: 

Turrisi: «Gli chiederemo come mai lo Stato non riesce a farsi pagare e di far partire i cantieri per avere lavoro e stipendi»

«L’iniziativa privata è un bene sociale, lo dice anche la Costituzione: la Tecnis va salvata, anche vendendola»

Giovedì 7 aprile, il commissario della Tecnis, Saverio Ruperto, sarà a Catania per incontrare in video conferenza le organizzazioni sindacali nazionali degli edili Filca, Fillea e Feneal che saranno presenti a Roma. La notizia è arrivata oggi, mentre i sindacati erano in piazza per manifestare contro la Riforma Fornero. Il collegamento è previsto per le 15, dalla sede catanese della Tecnis, dove ci sarà il commissario Ruperto e le federazioni territoriali; nella sede romana, ci saranno le segreterie nazionali dei lavoratori delle costruzioni.

“Finalmente avremo quel confronto che abbiamo più volte chiesto per poter avere maggiore chiarezza della situazione – commenta Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca Cisl di Catania – solo così potremo conoscere le intenzioni dell’azienda, quale strada sta percorrendo e che cosa vuole fare per ciò che riguarda i lavoratori e gli stipendi arretrati.

«Al commissario chiederemo – aggiunge – come è possibile che nemmeno lo Stato, da lui rappresentato, riesce a sbloccare le linee di pagamento. Se nemmeno lui ci riesce, come si poteva pretendere che ci potessero riuscire gli imprenditori? L’altra richiesta che faremo è di far partire i cantieri, perché solo dal lavoro e dalla produzione possono venire i Sal, gli stati di avanzamento dei lavori, e gli stipendi per i lavoratori. Questa è la grande scommessa per il commissario e i suoi collaboratori. Se non succede questo, non ci sarà futuro per l’azienda.

Per Turrisi, è fondamentale salvare la Tecnis. «Perché l’iniziativa privata se opportunamente indirizzata e programmata – argomenta – è un bene sociale. Lo dice anche l’articolo 41 della Costituzione italiana. L’attività economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale. Ecco perché lo Stato interviene, perché dietro a ogni grande azienda, ci sono i lavoratori con le loro famiglie, la tenuta dell’ordine: c’è appunto il bene sociale»

«Se non salvano l’impresa, hanno fallito – conclude il numero uno degli edili della Cisl etnea – e se per farlo è necessario venderla, che si venda pure. Trovino le strade per salvarla, perché tutto ciò poi diventa lavoro, stipendi, sviluppo economico per un territorio, per un Paese. Delle vicende giudiziarie non ci importa niente, a noi interessa che si salvi il bene. C’è la volontà di farlo?»


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