Oda, otto mesi senza stipendio. ANAFePC: “Natale amaro, colpo durissimo per centinaia di famiglie”


Pubblicato il 24 Novembre 2025

comunicato stampa

Da oltre otto mesi, circa 300 lavoratori dell’Opera Diocesana di Assistenza (ODA) di Catania non percepiscono lo stipendio. Si tratta di trecento lavoratori, trecento famiglie lasciate senza certezze, senza reddito, senza risposte concrete. “Una condizione già inaccettabile nei mesi passati, ma che diventa ancora più drammatica ora, a ridosso del Natale, aggravando il disagio, lo smarrimento e l’impotenza di tanti padri e madri che, ogni giorno, continuano a garantire con professionalità e spirito di servizio l’assistenza alle persone fragili e vulnerabili”. E’ quanto dichiara il presidente dell’associazione ANAFePC (Accademia Nazionale dell’Alta Formazione e Promozione della Cultura) Calogero Coniglio che punta così l’attenzione su una situazione che si prolunga da tempo.

Fino ad ora, l’ANAFePC ha scelto di non intervenire pubblicamente, nel rispetto dell’impegno serio e costante dei sindacati che seguono da vicino la vertenza. Tuttavia, il prolungarsi di questa situazione e l’assenza di segnali concreti da parte delle istituzioni impongono oggi una presa di posizione chiara e responsabile.

“Otto mesi senza retribuzione non rappresentano solo un’emergenza economica, ma un vero e proprio fallimento del sistema di tutele da parte delle istituzioni coinvolte, che dovrebbero garantire i diritti essenziali dei lavoratori”, continua Coniglio. “Forse la politica non si è resa conto della gravità di questa vicenda. Forse sarebbe andata diversamente se ci fossero state imminenti competizioni elettorali. Continuando così, però, è probabile che questa gravissima situazione arrivi, fisiologicamente o indirettamente, fino ai palazzi istituzionali nazionali. È stato superato ogni limite”, aggiunge.

“Non si può più restare in silenzio mentre centinaia di famiglie vivono nell’abbandono più totale, in una terra già duramente segnata da disoccupazione, precarietà e migrazione giovanile. Non si tratta semplicemente di un ritardo nei pagamenti, ma di un colpo durissimo alla dignità delle persone. Ancora più gravi sono la freddezza e l’apparente indifferenza della politica e delle istituzioni, finora incapaci di dare risposte o trovare una soluzione concreta”, dichiara Maurizio Cirignotta Vice Presidente ANAFePC.

Per questo l’associazione – che si occupa di dare voce alla tutela dei diritti dei cittadini, alla qualità dei servizi pubblici e privati e alla promozione del lavoro – lancia un appello accorato: “Le istituzioni preposte intervengano immediatamente per sbloccare questa situazione. Venga restituita dignità al lavoro e rispetto alle persone. Nessun lavoratore dovrebbe essere costretto ad affrontare il Natale nel silenzio, nell’umiliazione e nell’incertezza. Ora più che mai, restare in silenzio non è più possibile”.


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