PALELLA RILEVA “LA SICILIA” DA CIANCIO TRA BATTIMANI ED OMAGGI DELLA CITTÀ OSANNANTE


Pubblicato il 01 Giugno 2025

C’è un cliché che a Catania si tende a perpetuare come una coazione a ripetere: una nuova figura si affaccia sul proscenio dell’economia cittadina ed i corifei fanno a gara a chi distribuisce più zucchero nelle proprie dichiarazioni ufficiali tra inchini a buon mercato, genuflessioni a profusione, omaggi acritici e curiose dimenticanze. Il caso di Salvatore Palella, neo proprietario del giornale “La Sicilia” rilevato nei giorni scorsi dalla famiglia Ciancio, non fa differenza e conferma la tradizione cittadina a schierarsi con il nuovo potente di turno ponendosi al suo cospetto con il consueto cappello in mano. 

Nessuna increspatura negli auguri al nuovo editore: Enzo Bianco, tra i primissimi a dichiarare pubblicamente, è “certo che il gruppo Palella saprà esaltare imparzialità e libertà” (come da tradizione del quotidiano ci verrebbe da pensare …) la Cgil sprigiona fiducia perché possa essere rilanciato “un patrimonio culturale e democratico della città” (crediamo ci si riferisca sempre al giornale già di Ciancio…) , il sindaco Trantino nel rivolgere con sincerità gli auguri confida in “leale collaborazione istituzionale” (e noi che credevamo che il giornalismo dovesse fare le pulci al potere …).Il rampante imprenditore acese risulta essere accreditato di amicizie importanti e non escludiamo che, unitamente alla sempiterna inclinazione all’appecoronamento cittadino, anche queste ultime possano avere accresciuto i peana locali: c’è una foto che immortala Palella al fianco del magnate italo- americano Riccardo Silva mentre è nota la familiarità con il potente banchiere Massimo Ponzellinj, cugino del ministro leghista dell’economia Giorgetti. Insomma un quadro idilliaco e speranzoso che però ci pare manchi di qualche tassello relativo ai trascorsi burrascosi del fondatore di Helbiz il quale preferisce narrare di sé sul quotidiano odierno parlandoci del suo terzogenito con fremiti commoventi  e lacrimevoli aspettative da papà. 

Una sua azienda, la Witamine, venne coinvolta in un’inchiesta antimafia che portò al suo sequestro (poi revocato), il prestanome di un noto boss palermitano -tale Michele Cilla – appellava il Palella come un suo assistente personale, ed alcuni suoi comportamenti mostrano una contiguità con mondi non esattamente cristallini. Basti pensare che nel corso di una querelle con un imprenditore acese Santo Massimino, nell’ambito dell’acquisto dell’Acireale Calcio (parliamo di circa 12 anni addietro) il neo proprietario della Sicilia si rivolse al figlio dello storico boss di cosa nostra catanese Pippo Ercolano, Enzo fratello di Aldo detenuto al 41 bis per svariati omicidi tra cui quello di Pippo Fava. 
Al netto del quadro sfaccettato di cui sopra qualche uccellino che ha avuto a che fare con Palella ha espresso sbalordimento per l’operazione La Sicilia e non pochi dubbi sull’affidabilità del patron dell’azienda di micro mobilità . Ad esempio la questione degli arretrati dei giornalisti del quotidiano che rappresenta vicenda delicata: negli accordi di cessione della testata chi dovrà pagarli   ? Ed eventualmente quando ? Resta inteso che, dubitando non poco che nel 2025 investire in un giornale cartaceo possa essere un buon business, ci appare consequenziale che dietro quest’iniziativa vi sia l’intendimento ad avere accesso ai salotti buoni regionali con modalità non dissimili da quelle del precedente proprietarioCiò che salta all’occhio è che il giornale risulta essere identico a prima e che neppure la direzione dello stesso – che costituisce l’imprinting di una nuova proprietà – appare essere stata messa in discussione: Piraneo c’era e Piraneo continua ad esserci. 

Ad onta delle migliaia di interrogativi che aleggiano sull’acquisizione, sulle intenzioni della nuova proprietà, sulla capacità di ridare serenità economica ad una testata in grave sofferenza , a Catania si privilegia il bacio della pantofola. Con la peculiarità che a praticarlo non sono solo i poveri cristi (a quelli possiamo perdonarlo) ma figure istituzionali di primo piano inconsapevoli (ma non lo crediamo) od opportunisti pro domo loro. Questo il quadro. E non è un bel quadro.
Saluti pessimisti.

Luca Allegra.


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