Palermo, Socialdemocratici e Mec contro la svendita degli aeroporti siciliani


Pubblicato il 23 Dicembre 2022

riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa:

“«Apprendiamo con sgomento che la Regione Siciliana sembra intenzionata a vendere gli aeroporti siciliani, magari dopo averli riuniti in un solo gestore. Le due decisioni riunite significano solo una cosa: asservire i siciliani ad un’unica infrastruttura di trasporto utile. Di fatto, significa rendere la Sicilia una colonia. Non di uno Stato, ma di un’impresa, magari multinazionale». La dichiarazione è di Claudio Melchiorre, presidente del Movimento Elettori e Consumatori (Mec), nel corso di un incontro a Roma che lo ha designato componente della direzione nazionale dei Socialdemocratici (SD), che da alcuni mesi stanno riorganizzando il Sole nascente, dopo la debacle della sinistra italiana alle ultime elezioni.
«Qualche anno fa abbiamo costituito i movimenti Vussia per la difesa della proprietà pubblica degli aeroporti della Sicilia Orientale. Ora i Vussia dovranno diffondersi in tutta la regione. Vendere gli aeroporti, peraltro senza il ponte, con un monopolio di fatto che collega lo Stretto di Messina, riduce l’intera Sicilia ad un’isola senza sbocchi e senza libertà di movimento».
I Socialdemocratici e i consumatori insieme si appelleranno all’Unione Europea per vigilare sulla libertà di movimento e sulla tutela degli obblighi antitrust, ai quali tutti gli attori europei sono obbligati. «Ricordiamo ai nostri politici che le norme comunitarie non hanno bisogno di riconoscimento. Devono essere automaticamente applicate e non possono essere disattese. Gli aeroporti sono definiti in letteratura economica “monopoli naturali”. Riunire la proprietà di tutti gli aeroporti siciliani è già di per sé creazione di un trust. Vendere gli aeroporti ad un privato significa sottomettere i siciliani al famoso “straniero” che tutti in Sicilia dicono di voler combattere».
La Socialdemocrazia promette battaglia e chiede alle altre forze politiche sicilianiste e democratiche di mobilitarsi immediatamente. «In campagna elettorale non si è mai parlato di vendere gli aeroporti a qualcuno. Il caro voli con una privatizzazione siffatta diverrebbe un dato strutturale. Di fatto, i siciliani saranno resi schiavi delle volontà commerciali di un solo soggetto».
Alla luce di ciò, i socialisti democratici isolani invitano il Presidente della Regione a riflettere meglio sulla questione: «La Sicilia ha bisogno di concorrenza, non di monopoli. I monopoli fanno aumentare i costi. Aumentare i costi non fa ridurre i prezzi dei voli da e per la Sicilia. Chi afferma il contrario, ha ascoltato teorie economiche direttamente da un personaggio kafkiano. Intendiamo assicurare che i personaggi kafkiani non esistono e quanto da questi dichiarato è frutto di pura fantasia». La posizione è condivisa anche dal segretario regionale dei Socialdemocratici, Antonio Matasso, il quale nei giorni scorsi ha evidenziato anche un altro problema, quello dei morti sul lavoro, che sta da sempre a cuore ai fautori del socialismo democratico e che nell’isola è tristemente tornato di attualità, dopo la morte di Angelo Salamone ai Cantieri navali di Palermo e di altre vittime ancora: in un anno l’incidenti sono aumentati del 47% nella sola Sicilia, secondo i dati forniti dall’Inail.

Palermo, 22 dicembre 2022.”


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