PERSI 8,2 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI PER CATANIA: CHI PAGA?


Pubblicato il 18 Ottobre 2026

comunicato stampa Sinistra Italiana

L’ultimo rapporto “Mal’Aria di città 2025” di Legambiente rivela dati allarmanti sulla nostra città, che si posiziona al secondo posto in Italia per l’inquinamento da polveri sottili PM10, con livelli di smog che mettono a serio rischio la salute pubblica.

La nostra città risulta quindi, tra le città più inquinate d’Italia: il dossier ci dice che nella città etnea il valore medio di Pm10 ha sforato la soglia prevista dalla legge per 46 volte. Non va meglio per i gas di scarico delle auto. Insomma Catania si colloca in cima alla classifica delle città più inquinate del Paese, superando persino Milano.

Tutto ciò mentre l’Unione Europea ha imposto nuove restrizioni sulla qualità dell’aria a partire dal 1° gennaio 2030. 

Per rispettare i nuovi limiti, Catania dovrebbe ridurre la concentrazione di PM10 tra il 28% e il 39%, una sfida che appare impossibile.

Ma qual è la causa dell’inquinamento in una città in cui sono assenti  industrie inquinanti ed i condomini non usano i vetusti riscaldamenti a gasolio?

Catania vanta il triste primato del maggior numero di auto pro capite in Italia e della minor superficie di verde pubblico per abitante, fattori che peggiorano ulteriormente la qualità dell’aria.

E di fronte a questa emergenza il comune cosa fa? Rifiuta 8,2 milioni di euro di finanziamenti comunitari per la “Rete della mobilità dolce per la sostenibilità urbana”, ovvero per realizzare chilometri di piste ciclabili nella nostra città.

Come denunciato da Legambiente, il sindaco ha deciso nel più completo silenzio, senza alcun passaggio in Giunta ed in Consiglio comunale, senza alcun confronto con la cittadinanza L’amministrazione comunale perde quindi migliaia di giornate lavorative per i nostri disoccupati e, soprattutto, riduce i modi alternativi di spostarsi, in una città ad alto tasso di congestione di traffico veicolare.

Chi paga questa scelta scellerata? Chi ha la responsabilità di perpetuare il modello di trasporto basato sull’auto, che sta ammalando i nostri concittadini?

Il sindaco di Catania rifiuta i finanziamenti perché la sua amministrazione non è in grado di realizzare piste ciclabili moderne e diffuse. I progetti del comune finora, infatti sono impattati negativamente sulla città per la incapacità di disegnare percorsi alternativi per le bici, evitando di intersecare la viabilità ordinaria. Classico il caso della pista ciclabile di via Dusmet (a proposito quanto è costato in più realizzarla in sopraelevata?): una nefasta progettazione fa intersecare la pista ciclabile per due volte in pochi metri, con la viabilità automobilistica, tanto che c’è stato il bisogno di piazzare due semafori che condizionano pesantemente il traffico veicolare e sono causa di ulteriore congestionamento.

Anche in previsione delle prescrizioni comunitarie del 2030, cioè di dopodomani, nella nostra città occorre un piano per la riduzione della congestione urbana e dell’inquinamento causato dal traffico delle auto. Serve un piano per la mobilità alternativa, in primo luogo quella basata sulle due ruote, semplici e non inquinanti.

Ma il sindaco nicchi e rifiuta finanziamenti gratuiti e irripetibili.

Di chi sarà la colpa dell’aumento dell’inquinamento e del peggioramento della salute dei catanesi?

il segretario provinciale Giolì Vindigni il segretario cittadino Marcello Failla.


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