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Resoconto assemblea pubblica su Corso Martiri: isola di calore o rifugio climatico?
Pubblicato il 18 Ottobre 2026
comunicato di Sinistra Italiana
Si è svolto, presso la sede di Sinistra Italiana, in via Asilo Sant’Agata n. 35, il convegno sul tema Corso Martiri: isola di calore o rifugio climatico?
L’iniziativa, moderata da Eddy Fichera dell’Unione Giovani di Sinistra della città di Catania, è stata aperta da Marcello Failla, segretario cittadino di Sinistra Italiana, che ha denunciato la logica speculativa della nuova proposta di edificazione del corso Martiri, presentata lo scorso 8 settembre in consiglio comu-nale.
“A distanza di sessant’anni dal sacco di San Berillo, “ha detto Failla”, considerato la più grande speculazione edilizia avvenuta nel nostro Paese, è stata presentata un’ennesima proposta per la realizzazione di oltre 200 mila metri cubi di cemento, in una delle aree più importanti della città”.
L’arch. Casamonti, a nome dei proprietari delle aree, ha infatti illustrato un progetto per la completa cementificazione di ogni centimetro di area disponibile in corso Martiri. Nel pieno centro storico, si vogliono edificare tre alberghi di lusso, nuove residenze, centri commerciali e un’ennesima sala conferenze. Poco importa che, sull’altare del profitto, sarà realizzata l’ennesima isola di calore, condannando la nostra città alla cementificazione più selvaggia.
Sinistra Italiana ha già preso le distanze da questo progetto, perché non risponde alle tre vere emergenze della nostra città. A fronte del sempre più evidente surriscaldamento globale serve infatti realizzare nuove aree a verde, con veri e propri boschi urbani, in grado di diminuire la temperatura in città e creare aree di rifugio climatico. Inoltre l’amministrazione pare aver del tutto rimosso che Catania è una delle città a più alto rischio sismico del Paese. Le aree di corso Martiri devono per questo essere lasciate libere e trasformate in un parco, con la funzione di aree di raccolta e utilizzo in caso di evento sismico.
Infine il sindaco Trantino dimentica che la nostra città è la più inquinata d’Italia, a causa del congestionamento del centro storico e dell’inquinamento da gas di scarico delle auto. Catania è dotata di pochi alberi (appena un quarto di altre città come Torino ) e con soli 17 mq di verde per abitante. Le aree libere di corso Martiri sono un’occasione irripetibile per migliorare gli standards urbanistici e rendere più vivibile la nostra città.”
Successivamente l’ing. Mariangela Licitra, della segreteria provinciale di Sinistra Italiana, ha denunciato l’uso spropositato dei termini come risanamento e riqualificazione, dietro i quali, nel caso di Corso Martiri, si nasconde la cementificazione, una concezione urbanistica senza regole, nonché l’abbandono della città nelle mani della più bieca speculazione edilizia. Deve finire il tempo della speculazione: solo riaffermando la capacità regolatoria degli enti locali e dello Stato si potranno rimettere al centro i bisogni degli abi-tanti, garantendo così il futuro dei nostri figli.
L’ing. Maurizio Palermo, già dirigente dell’Ufficio del Piano Regolatore del comune di Catania, ha avanzato in assemblea la proposta di realizzare un parco con bosco urbano nelle aree libere di Corso Martiri della Libertà. “Non è una scelta impossibile. “ha sostenuto Palermo”. Ai costi di mercato, espropriare i 5 ettari di proprietà dei privati potrebbe costare 16 milioni di euro, mentre attingendo alle tante fonti di finanzia-mento dell’UE, si potrebbero reperire 33 milioni di euro che servirebbero a realizzare un parco, regalando così alla città un polmone di verde in pieno centro storico”.
L’ing. Mario Spampinato, dell’associazione Volerelaluna, ha sottolineato come da anni, attorno al destino di corso Martiri, si giochi una partita meramente finanziaria, che troppo spesso, attraverso cause legali, ricorsi e transazioni, ha fruttato risarcimenti milionari ai proprietari che, senza muovere un dito si sono arricchiti alle spalle delle finanze dei catanesi.
Viola Sorbello, presidente di Legambiente Catania ha ricordato che la città di Catania è all’ultimo posto per vivibilità secondo l’annuale report Ecosistema urbano, redatto con la collaborazione del Sole 24 ore. Il comune è pienamente consapevole di ciò, ma si è sempre impegnato in direzione ostinata e contraria, senza realizzare i boschi urbani ed anzi alimentando la cultura della cementificazione, nei tanti progetti per la riqualificazione delle piazze cittadine.
Questa città non ha bisogno di alberghi a 5 stelle,”ha ribadito Sorbello” ma di decongestionare il suo centro storico, che ogni anno risulta sempre più inquinato e molto lontano dagli obiettivi che l’Unione Euro-pea si è data per il prossimo 2030.”
L’assemblea è stata conclusa da Giolì Vindigni, segretario provinciale di Sinistra Italiana che ha denunciato lo stato di abbandono della città e la prevalenza di interessi clientelari e speculativi nella gestione delle risorse pubbliche.
“A Catania investono la mafia per riciclare denaro sporco e pochi speculatori che continuano a costruire centri commerciali inutili e dannosi per la nostra economia. Ciò avviene con la connivenza dell’amministrazione comunale, tanto che diversi funzionari sono a processo per licenze edilizie illegali, come dimostra il recente sequestro del cantiere di via Palazzotto.
Il sindaco di Catania non tutela i catanesi. Dal 2019, anno di fallimento della finanziaria Finworld spa, manca la fideiussione a garanzia delle opere che i proprietari delle aree di corso Martiri dovevano realizzare e consegnare al comune. Che fine hanno fatto le opere di urbanizzazione ed il parcheggio multipiano sotterraneo, con annesso parco urbano di oltre 7.000 mq, che doveva essere realizzato in piazza Repubblica?
Sinistra Italiana ha diffidato il sindaco a richiedere immediatamente ai proprietari delle aree di Corso Martiri la consegna della fideiussione per oltre 20 milioni di euro, ed è pronta a denunciare l’inadempienza alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica. Chiediamo che l’amministrazione comunale smetta di fa-vorire i grandi gruppi privati e che vengano rimessi al centro i bisogni dei catanesi, migliorando la qualità della vita di un’area tra le più cementificate del nostro Paese.”
il segretario provinciale Giolì Vindigni il segretario cittadino Marcello Failla.




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