Il TAR di Catania ha accolto il ricorso presentato da WWF Sicilia Nord-Orientale, O.P.U.T., con il sostegno del Comitato per la difesa e la fruizione della Scogliera D’Armisi, LIPU Catania e Comitato per il Parco Monte Vallone-Acquicella, stabilendo un principio fondamentale: la pianificazione del territorio deve rispettare competenze e procedure previste dalla legge. “Questa sentenza […]
Porto di Catania, Brucchieri (nuovo capogruppo) e Latino (Mpa): “Il Tar conferma la fondatezza dei nostri rilievi, adesso il Consiglio torni protagonista”
Pubblicato il 14 Luglio 2026
«La sentenza del Tar di Catania rappresenta una conferma importante della fondatezza delle osservazioni che abbiamo sostenuto durante l’esame del Piano regolatore portuale. Non si trattava di posizioni pregiudiziali o di una contrarietà allo sviluppo del porto, ma di rilievi politici, tecnici e amministrativi posti nell’interesse della città e del suo territorio».
Lo dichiarano i consiglieri comunali di Mpa Grande Sicilia Bruno Brucchieri, (nuovo capogruppo al posto di Orazio Grasso nominato assessore come deciso dopo una riunione del gruppo a cui hanno partecipato anche i consiglieri Sebastiano Anastasi e lo stesso Grasso), e Simona Latino (nominata vicecapogruppo), commentando la decisione con cui il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste, dichiarando la nullità parziale del Prp per le previsioni che eccedevano i confini territoriali di competenza dell’Autorità di sistema portuale.
«Il pronunciamento dei giudici impone adesso una riflessione seria. Avevamo chiesto maggiore attenzione alla delimitazione delle aree, alla tutela della Scogliera d’Armisi e della foce del torrente Acquicella, all’impatto delle nuove volumetrie e alla necessità di integrare realmente il porto con il tessuto urbano. Le successive osservazioni ministeriali e oggi la sentenza del Tar dimostrano che quelle preoccupazioni non erano strumentali, ma poggiavano su questioni concrete».
«Il porto è una risorsa strategica e deve diventare un autentico motore di crescita economica, turistica e occupazionale. Proprio per questo, la sua pianificazione deve rispettare pienamente le competenze istituzionali, la legalità degli atti, l’ambiente e il diritto dei catanesi a riappropriarsi del proprio rapporto con il mare. Non può essere considerato uno spazio separato dalla città, né possono essere imposte trasformazioni calate dall’alto».
Brucchieri e Latino chiedono quindi che il Consiglio comunale torni a essere coinvolto nella fase che si apre dopo la sentenza: «Chiederemo che l’Aula venga informata con tempestività sulle conseguenze del pronunciamento e sugli adempimenti che dovranno essere adottati. Occorre sospendere qualsiasi iniziativa riferibile alle previsioni dichiarate nulle e aprire un confronto trasparente con il Comune, l’Autorità portuale, le associazioni e le rappresentanze sociali ed economiche. Il Consiglio comunale non può limitarsi a prendere atto di decisioni già definite, deve partecipare alla costruzione del futuro del waterfront».




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