“Premio Enzo Bianco” al sindaco Enrico Trantino: un’intervista surreale, un “mondo parallelo” per una città che “era rimasta per troppo tempo ferma”. Anche ai tempi della giunta Pogliese con l’assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica Trantino Enrico?


Pubblicato il 04 Aprile 2024

di “iena delle trantinate” marco benanti

L’ “allievo” stavolta ha quasi superato il “maestro”. Trantino nelle vesti del megafono della “Catania che non esiste” ancora non aveva ancora dato il meglio di sè: certo di “biancate” varie (di “imprese virtuali” e di “fumo a chili” degni dell’ex sindaco del “bluff primaverile”) sono pieni questi primi dieci mesi di amministrazione (non è stato raggiunto nemmeno il “battesimo” del primo anno), ma mancava il “colpo da maestro” o meglio il “colpo” che vuole emulare il “maestro”.

Ed ecco l’intervista a “CataniaToday”: una serie di dichiarazioni surreali, di “visioni notturne” per sonnambuli che rischiano di sbattere sullo spigolo del letto, una escalation di “polpette” e di “annunci” di chi sta cercando da tempo di “vendere” quello che non ha e soprattutto quello che non fa.

Basterebbe andare a verifiche le delibere passate dal consiglio comunale negli ultimi mesi, al netto degli obblighi finanziari: un vuoto pneumatico. Un “vuoto cosmico” che passa dall’ultradecennale Corso dei Martiri, per inoltrarsi nei “flash” di iniziative di facciata, sempre più numerose, all’insegna di un “sindaco green” (a proposito a quando il “sindaco gender” per fare felici i fan del “centrosinistra diffuso”?), di un “sindaco tardogrillino” che non sale sulla Carrozza del Senato per S.Agata in uno slancio da populista di serie B (o meglio da Coppa Italia di serie C), di un “sindaco sociale” (bambinopoli e altro per lo “svantaggio”), di un “sindaco sceriffo” implacabile con le auto in sosta vietata e flessibile con le “imprese” del “sistema Catania”, come -solo per citare l’ultima che ricordiamo- il supermercato di via Palazzotto in uno spazio destinato a scuola, “perla” dell’amministrazione Trantino-La Greca.

E che dire poi delle dichiarazioni sul sindaco a disposizione dei cittadini: chi? Trantino? Lo informiamo che nel Palazzo che lui frequenta ogni settimana il “sentimento diffuso” nei suoi confronti è esattamente il contrario: un sindaco altezzoso e borioso, che non parla con il “popolaccio” del consiglio comunale, che “vola alto” (forse Catania è migliorata, vista forse dal salotto del suo studio professionale?) .

Come lo informiamo che la “città era rimasta troppo ferma” anche durante l’amministrazione Pogliese, nella quale l’attuale sindaco era –“soltanto”- assessore ai lavori pubblici ed all’urbanistica. Insomma, aveva deleghe delicate e molto “propulsive”. Sulla carta.

Insomma, sindaco se la mattina dovesse incontrare l’ex assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici della giunta Pogliese chieda a lui lumi sulla “città ferma”. Veda lei. Veda lei di capire perché gli “avvoltoi del mattone” ringraziano sempre la “città senza piano regolatore”.

Catania resta, infatti, senza piano regolatore (nonostante la consulenza pluridecennale del prof. La Greca) e per la gioia di speculatori di ogni risma. E resta una giungla per bande piccole e grandi di vecchi e nuovi criminali. Grazie alle scelte politiche della “Catania bene” degli amici di Trantino, dei suoi “salotti eterni” dove la “città delle intese” fra maggiorenti di “destra” e maggiorenti di “sinistra” si rinnovano da decenni. Altro che sicurezza! Qui il “modello vincente” è quello del Sud America!

Sindaco, “apra la bolla” in cui vive, magari dagli schermi dell’ex suo suocero Ciancio e guardi bene…lo “spettacolo”.


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