“Preti Pd”: i “moralizzatori”indicano la “Via” e la “Verità”


Pubblicato il 07 Agosto 2025

di iena marco benanti.

Nel “partito di chi non ha problemi” cioè il Pd nella versione sicula, in mezzo al nulla politico, si può assistere allo “spettacolo” offerto dalle varie correnti in lotta perenne per poltrone e poltroncine. E soprattutto, in lotta per “fare fuori” chi può, anche solo teoricamente, un “pericolo” (politico). Sempre in attesa delle elezioni.

Ecco, allora, che gli ultimi mesi del Pd siculo sono stati davvero una cartina di tornasole di questo “partito”, di fatto composto da una massa di piccole e grandi correnti, sorta di “clan”, che lavorano più nell’ombra che alla luce del Sole. E poi ti parlano della loro trasparenza, persino del “dibbbattito” democratico. Linguaggio da preti.

Volete sapere quale è diventato uno dei “problemi” di questo “partito” nella Trinacria? Il “gruppo Villari-Raia”, che da mesi è oggetto di azioni scoperte e “coperte” in funzione preventiva, si direbbe.

Deve essere salita la febbre davvero a molti dentro i “clan”, pardon le “correnti” del Pd per avvertire davvero un “rischio” da un gruppo che vale molto ma molto meno del passato. E’ però bastato poco, la predisposizione di quattro manifestazioni, per suscitare -parrebbe- “ansie” varie…

Quindi, la polemica unidirezionale è viva e vegeta e si ammanta –come accade ai “bravi borghesi”- di tematiche legalitarie, sollecitate in “Stile FattoQuotidiano”. Insomma, la politica ridotta a stralci di provvedimenti giudiziari: del resto, in un partito in cui si è arrivati ad evocare l’intervento della magistratura ordinaria per questioni di rispetto dello Statuto e dell’elezione dell’ex Mpa Anthony Barbagallo, di cosa ci si dovrebbe sorprendere? Il rapporto “Pd-Magistratura” (a conferma di cosa è il Potere piccoloborghese) è sotto gli occhi di tutti da tempo: poi, è vero, per i farisei di ogni stagione negare è facile, quasi d’obbligo.

Chi scrive può rivolgere questa critica, avendo per anni combattuto il “gruppo Villari-Raia” quando era potente, quando ti denunciava e ti teneva indagato (grazie alla magistratura locale) per mesi. Questo gruppo (quando i “rivoluzionari piccoloborghesi di via Crociferi” erano silenti e/o accomodanti), aveva trasformato in rapporto Pd-Cgil in uno quasi di subordinazione del partito al sindacato. Oggi, invece, il sindacato, la Cgil, guidato da un gruppo dirigente mediocre, è in condizione di vassallaggio rispetto al Pd! Al Pd, cioè al vuoto politico!

Il “problema” di questa gente è solo posizionarsi in modo efficace per una collocazione futura dentro i rapporti di Potere nel partito e nel sindacato (a proposito, presto ci occuperemo delle velleità politicanti dei vertici regionali della Cgil). Il resto è fuffa, o peggio moralismo piccoloborghese, una condizione degna di una serata passata a sentire i “magistrati-show” a cui abboccano i “bravi borghesi” della provincia sinistra. Il loro finto volto bonario, i loro pensieri violenti, non li riconosce solo chi non li conosce. Loro come i magistrati.


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