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Questione giovanile. Attanasio (Cisl Catania): “Nelle politiche manca reale attenzione al mondo dell’adolescenza”
Pubblicato il 14 Maggio 2026
COMUNICATO STAMPA
Carenze nei piani di zona dei nove distretti catanesi
«Gli episodi arrivati alla cronaca devono essere letti come vera emergenza sociale ed educativa»
La Cisl, con le consulte e le associazioni giovanili, le Diocesi e l’Università di Catania, sta preparando un decalogo di proposte
Catania, 14 maggio 2026 – «Nei Piani di Zona delle Politiche sociali dei nove distretti sociosanitari della provincia di Catania continua a mancare una reale attenzione strutturata verso il mondo dell’adolescenza. Se da un lato si registra una crescente sensibilità per l’infanzia e la prima età evolutiva, dall’altro non esiste ancora una visione organica dedicata agli adolescenti, che rappresentano oggi la fascia più fragile e meno intercettata dalle politiche sociali, educative e territoriali».
La Cisl di Catania torna sulla “questione giovanile” e lo fa per voce del suo segretario Maurizio Attanasio, che denuncia la poca attenzione alla fascia adolescenziale negli strumenti programmatici in cui si definiscono le politiche dei distretti sociosanitari catanesi.
«Gli episodi di bullismo, le aggressioni tra giovani, il fenomeno delle baby gang e il crescente coinvolgimento di minori in reati anche gravi non possono più essere letti come semplici manifestazioni di disagio isolato, ma come una vera emergenza sociale ed educativa» afferma Attanasio.
«Alla base di tali fenomeni – aggiunge – si trovano fragilità profonde: difficoltà familiari, dispersione scolastica, povertà educativa e formativa, assenza di spazi di aggregazione sani, carenza di percorsi di orientamento e formazione, e una progressiva perdita di riferimenti culturali e relazionali. Troppi adolescenti vivono oggi una condizione di invisibilità sociale, privi di luoghi di ascolto, partecipazione e crescita responsabile».
Secondo il segretario della Cisl etnea «è necessario che le istituzioni costruiscano politiche specifiche per l’adolescenza, capaci di intervenire non solo in chiave repressiva, ma soprattutto preventiva, educativa e inclusiva. Servono investimenti concreti nei territori, nei presìdi sociali, nella scuola, nello sport, nella cultura, nella formazione e nel lavoro, per offrire ai giovani opportunità reali di futuro e di appartenenza positiva alla comunità».
«La crisi in atto è educativa, culturale e relazionale – avverte Attanasio – e non può essere affrontata solo in termini emergenziali: occorre una strategia organica e continuativa che agisca sulle cause profonde del disagio, come povertà educativa, marginalità sociale, fragilità familiari, dispersione scolastica e bisogno di riconoscimento identitario».
No a interventi episodici, sì a politiche strutturali
«È necessario superare interventi episodici o assistenziali e promuovere politiche strutturali che mettano al centro scuola, sport, cultura, lavoro, supporto psicologico, presìdi territoriali e percorsi di inclusione. Parallelamente, occorre ascoltare davvero i giovani e coinvolgerli attivamente nei processi educativi e decisionali, riconoscendoli come soggetti protagonisti e non destinatari passivi».
Per Attanasio «le istituzioni, insieme al mondo educativo, al Terzo Settore e alle comunità locali, devono tornare a presidiare i territori e ricostruire legami sociali oggi sempre più fragili. Solo attraverso modelli positivi, spazi di partecipazione e opportunità concrete sarà possibile contrastare la diffusione della violenza, dell’emulazione criminale e delle forme di devianza giovanile».
Dare voce alle nuove generazioni
In questo contesto, la Cisl di Catania ha avviato da tempo un percorso di ascolto e confronto con i giovani delle consulte e dei gruppi giovanili presenti in diversi Comuni della provincia etnea, con particolare attenzione ai territori interni e montani, dove lo spopolamento e il disagio giovanile sono più evidenti. In questo percorso, sono coinvolte anche tre Diocesi del territorio.
L’obiettivo è dare voce alle difficoltà, alle paure e alle aspirazioni delle nuove generazioni, costruendo insieme a loro una prospettiva concreta di futuro. Dal confronto diretto, è emersa la necessità di un intervento strutturale che la Cisl, insieme alle Diocesi, alle consulte, alle associazioni giovanili e con il contributo del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania, sta traducendo in un documento articolato in dieci punti programmatici.
Il documento-decalogo
Il documento sarà presentato alle istituzioni competenti e ai livelli regionali e nazionali, con l’obiettivo di sollecitare una responsabilità concreta e condivisa nella definizione di politiche strutturali dedicate ad adolescenti e giovani.
I temi affrontati spaziano dall’ascolto attivo al ruolo della scuola, dall’università alla formazione specialistica, dall’occupazione giovanile alla coesione territoriale fino all’animazione sociale delle comunità locali. Non un elenco di richieste, ma una proposta organica che pone i giovani al centro come protagonisti del proprio futuro.
Per affrontare in modo efficace le criticità attuali è indispensabile creare opportunità reali, rafforzare i luoghi educativi e ricostruire comunità capaci di accompagnare i ragazzi nei percorsi di crescita personale, sociale e professionale. Solo investendo sul capitale umano, sull’ascolto e sulla partecipazione sarà possibile restituire fiducia, dignità e prospettive alle nuove generazioni.
Costruire futuro
«Il Sindacato, la Chiesa, la Politica, la Scuola e tutte le istituzioni – conclude Attanasio – hanno oggi il dovere di costruire futuro attraverso processi condivisi di partecipazione e corresponsabilità. I giovani non possono essere considerati destinatari passivi di interventi calati dall’alto, ma devono diventare protagonisti delle scelte che riguardano il loro presente e il loro domani. Solo così sarà possibile ricostruire legami sociali, rafforzare il senso di appartenenza e restituire fiducia nelle istituzioni, contrastando in modo duraturo le derive della violenza, dell’emarginazione e della devianza giovanile».


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