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Riccardo Pellegrino aderisce a Sud chiama Nord di Cateno De Luca
Pubblicato il 30 Marzo 2026
Catania, 30 marzo 2026 – “Ho ritrovato quell’entusiasmo che negli anni avevo perso”, così Riccardo Pellegrino ha parlato del nuovo percorso politico intrapreso all’indomani del saluto a Forza Italia, partito nel quale ha militato fin dagli inizi e che negli ultimi tempi cominciava a stargli stretto.“La politica è l’arte del servizio, non dell’essere serviti. Chi non vive per servire non serve per vivere, ci diceva don Tonino Bello. Dal 2004 ho militato sempre nello stesso partito, a cui ho dato tutto, ma che oggi ha smarrito i suoi valori, trasformandosi in una ditta individuale al servizio degli interessi di qualcuno. Ma non esiste una politica individualista e non potevo più proseguire in un partito che non cura i singoli territori e non premia la meritocrazia”.
La conferenza stampa si è tenuta oggi, presso la sala consiliare della Città Metropolitana di Catania a Palazzo Minoriti, alla presenza dell’on. Cateno De Luca, di Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva e segretario di Sud chiama Nord.Riccardo Pellegrino infatti, insieme alla consigliera comunale e metropolitana Melania Miraglia, al consigliere del I Municipio Carmelo Vassallo e a Filippo Pellegrino, già segretario di Forza Italia nel I Municipio, hanno annunciato non solo la loro uscita da Forza Italia, ma anche l’adesione al progetto politico di Sud chiama Nord. Anche se in Consiglio comunale, i consiglieri confluiranno temporaneamente nel gruppo misto.La conferenza è stata quindi anche l’occasione per presentare a Catania il progetto del “Governo di Liberazione” promosso da Sud chiama Nord, già illustrato nelle altre province siciliane.
“Quella che oggi prende forma a Catania non è un’adesione isolata, ma il risultato di un lavoro politico costruito giorno dopo giorno sul territorio”, ha dichiarato Danilo Lo Giudice. “Sud chiama Nord dimostra di essere una comunità politica aperta, credibile e radicata, capace di attrarre amministratori e dirigenti che cercano uno spazio libero dalle logiche dei partiti tradizionali. Qui non si chiedono appartenenze, ma impegno, serietà e presenza costante accanto ai cittadini. L’adesione di Riccardo Pellegrino e degli altri amministratori rafforza un percorso che a Catania, come nel resto della Sicilia, sta crescendo con basi solide e con una visione chiara: costruire una classe dirigente all’altezza delle sfide”.Pellegrino ha sottolineato come la sua decisione nasca dalla volontà di contribuire a “liberare la nostra terra dal cancro di un sistema politico-mafioso”, ribadendo il proprio impegno “contro la mafia e contro l’antimafia di facciata”.“Non nascondo le mie origini – ha affermato Pellegrino – sono nato in un quartiere difficile. Ma la mia storia politica parla da sola: non sono ricattabile. Ho attraversato un calvario mediatico, ma l’ho superato con la coscienza pulita e la schiena dritta e con Cateno De Luca ho ritrovato quell’entusiasmo che negli anni avevo perso”.Melania Miraglia ha voluto ringraziare Forza Italia per il percorso che le ha consentito di crescere politicamente e istituzionalmente:“Ringrazio il partito che mi ha permesso di essere dove sono oggi. L’esperienza in consiglio comunale e nella città metropolitana mi ha dato la possibilità di stare accanto ai cittadini e ai giovani. Voi siete i nostri datori di lavoro: il nostro obiettivo è raccogliere i malumori e trasformarli in energia positiva. Aderiamo a un’idea diversa di politica, concreta e presente sul territorio, e sono felice di poter avere un confronto diretto con una leadership forte”.Filippo Pellegrino ha invece evidenziato il valore del progetto politico di Sud chiama Nord:“Cateno De Luca è un ariete che sfonda le barriere della mala politica.
Noi non siamo per il populismo, ma per il popolarismo: abbiamo sempre promosso una politica che parte dai territori”.Nel suo intervento, Cateno De Luca ha lanciato un duro atto d’accusa contro gli attuali assetti politici regionali e nazionali, denunciando la crisi dei partiti tradizionali e le logiche di potere che li governano:“I partiti sono diventati contenitori di chi fa a gara a chi scodinzola di più. Da un lato un campo largo confuso, dall’altro un centrodestra arrogante. Così si è portata la Sicilia alla paralisi. Mi chiedo come possano festeggiare un giorno così infausto? La politica si fa con i voti”.De Luca ha rilanciato la visione di Sud chiama Nord come movimento civico e post-ideologico:“Il civismo è sacro. I problemi delle città non sono di destra o di sinistra: sono problemi da risolvere. E noi vogliamo sindaci bravi e liberi, non sindaci al guinzaglio dei salotto romani. Siamo un movimento che unisce sensibilità diverse, con il baricentro in Sicilia, per costruire un nuovo modello di governo autonomista, concreto e vicino ai cittadini”.
Riccardo Pellegrino lascia Forza Italia e passa al gruppo misto in Consiglio comunale
Il consigliere comunale di Catania Riccardo Pellegrino e la consigliera Melania Miraglia annunciano la loro uscita da Forza Italia e il passaggio al gruppo misto a Palazzo degli Elefanti. Nell’attesa di spiegare tutto alla stampa e alla cittadinanza in una conferenza che si terrà domani lunedì 30 marzo alle ore 9.30 a Palazzo Minoriti, Pellegrino dichiara:«Forza Italia in Sicilia ha ormai perso la propria identità politica. In provincia di Catania, in particolare, la gestione del commissario Marco Falcone non ha prodotto aggregazione, ma al contrario ha progressivamente isolato e marginalizzato tutto ciò che non apparteneva alla sua corrente, portando il partito a un atteggiamento di appiattimento politico e sull’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Trantino».
«Di quel partito democratico-liberale, laico, riformista e pragmatico, capace di dialogare con i commercianti e con il tessuto produttivo della città – quella Catania che un tempo veniva definita la Milano del Sud – oggi è rimasto ben poco».«Ricordo ancora la formazione politica che si faceva come giovani di Forza Italia il mercoledì nella sede di Corso Sicilia: si discuteva e si cresceva al fianco di chi quel mondo lo aveva visto nascere. Tutto questo non esite più. In questi anni, in oltre, non si è vista alcuna iniziativa concreta a favore dei quartieri popolari e delle fasce più deboli della città. Problemi evidenti come sicurezza, povertà, droga, trasporti e viabilità sono stati troppo spesso minimizzati o ignorati».Pellegrino denuncia anche la mancanza di una visione amministrativa: «Non si è lavorato per modernizzare la burocrazia comunale o per dare risposte strutturali alla città.
Si è assistito piuttosto a una politica fatta di gestione del potere e di occupazione di poltrone, con l’unico obiettivo di garantire la tenuta della coalizione. Una subordinazione politica che non condivido».Il consigliere sottolinea inoltre la distanza ormai maturata rispetto al partito in cui è cresciuto politicamente: «Non lascio il partitoIo con leggerezza. Sono nato politicamente in Forza Italia nel 2004, nella scuola politica del senatore Pino Firrarello. Ho sempre creduto nei valori che Silvio Berlusconi ha rappresentato: il liberalismo, la libertà d’impresa, la visione di uno Stato moderno e vicino ai cittadini. Ma oggi vedo quei valori profondamente traditi».«Non sono un uomo di poltrone – prosegue – e non ho mai fatto della politica una professione. Il mio impegno nasce nei quartieri popolari della città, da San Cristoforo di cui sono stato consigliere di quartiere dal 2008 al 2013 a tutte quelle periferie troppo spesso dimenticate dalla politica e dalle istituzioni. L’ho fatto da consigliere comunale nel 2013 tra le file dell’allora Popolo delle Libertà, da candidato alla regione per Forza Italia nel 2017 contribuendo con la mia candidatura a far eleggere 12 rappresentanti. Nel 2018 – quando ho iniziato a vedere il rapporto col partito cambiare – ho deciso di candidarmi sindaco con una lista civica che ricordo superò anche la Lega a Catania. È così che voglio continuare a fare politica: portando avanti le battaglie per la legalità, la sicurezza e il riscatto sociale».«E lo farò senza debiti politici di alcun tipo: perché la mia posizione di vicepresidente al Cosiglio comunale l’ho guadagnata con i consensi e non certo perché ho padrini politici. E quando l’ho ritenuto necessario ho sempre messo la mia persona al servizio del partito. L’ultimo esempio? La campagna alle europee dell’onorevole Falcone che a S.Cristoforo col sottoscritto ha preso oltre 2.000 consensi, ma che forse se n’è dimenticato».Poi replica alle reazioni interne al partito: «Leggo che qualcuno festeggia la mia uscita: non capisco cosa ci sia da festeggiare. Forza Italia perde un consigliere che ha portato migliaia di voti. Forse c’è preoccupazione, visto che diversi amministratori stanno facendo le stesse valutazioni. Il partito è diventato un contenitore lontano dal merito e vicino a logiche personali».
«Mi auguro che Marina Berlusconi intervenga per riportare Forza Italia in Sicilia a essere un partito credibile e radicato. La politica si fa perchè si è espressione delle persone, non perché si è messi lì dal partito come succede purtroppo adesso. E solo così si è realmente liberi: gli unici a cui dobbiamo render conto sono gli elettori».Infine, un passaggio di riconoscenza personale: «Il mio unico rammarico è lasciare il gruppo che fa riferimento all’onorevole Nicola D’Agostino, che considero una delle poche anime dialoganti rimaste all’interno del partito e con il quale ho condiviso importanti battaglie, soprattutto per l’attenzione verso San Cristoforo e i quartieri popolari».





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