Sicilia, economia e politica: l’ “operazione-verità” di Ivan Lo Bello


Pubblicato il 17 Luglio 2012

Considerazioni sull’intervista al “Corriere della Sera” del “numero due” di Confindustria nazionale. Ma la matematica è un’opinione?Di Iena Miscredente, Marco Benanti

Non si è ancora spento l’eco dell’intervista al “Corriere della Sera” del vicepresidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello. Parole in stile raffinato, frasi rilevanti, accorate, da classe dirigente, italiana. Sobriamente, con appena una pagina intera –e richiamo in “prima”- sul giornale della tradizione italiana, primatista in diffusione, una delle più prestigiose europee, Lo Bello ha fatto un quadro della situazione siciliana. Ne abbiamo dato notizia, riportando i passaggi importanti sulla condizione siciliana, che sarebbe –a sentire l’alto dirigente dell’associazione degli industriali- sull’ “orlo del precipizio”. L’avvio dell’intervista è da non dimenticare, la dichiarazione è “forte” e appassionata: “avviare una operazione-verità…” Come si fa a non condividere?Ma leggendo il testo delle dichiarazioni di Lo Bello abbiamo notato qualcosa che…non torna. Come dicono i logici, magari matematici. Ad un certo punto, l’intervistatore, il giornalista Felice Cavallaro chiede: “…ma fra tanti assessori che vanno via, qualcuno sbattendo la porta, resta ben saldo quello che viene considerato espressione di Confindustria Sicilia, Marco Venturi, alla guida delle Attività Produttive. Vivete anche voi una forte contraddizione. A parole contro Lombardo, ma con un assessore nella sua giunta?”Risposta di Lo Bello: “quella di Venturi resta la scelta individuale di una persona perbene e competente. Non ci crede nessuno al filo diretto, ormai. Se c’è una voce che non ha risparmiato critiche in questi anni è quella di Confindustria. Contano solo i fatti.” Parole sacrosante, quelle di Lo Bello.Andiamo, anche noi, ai fatti e riportiamo quanto segue: “l’Ance Sicilia esprime grande soddisfazione per la nomina di Andrea Vecchio ad assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità”. “Il governatore Lombardo non poteva fre una scelta migliore –dichiara il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito -. Infatti, Andrea Vecchio, da presidente di Ance Catania e primo imprenditore edile ad avere avviato nel 2007 la ribellione delle aziende siciliane contro il racket delle estorsioni, è una personalità di rilievo nazionale….”(fonte Ansa, 5 giugno 2012).

“Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha firmato il decreto di nomina del nuovo assessore per i Beni culturali e l’Identità siciliana. E’ il siracusano Amleto Trigilio, cinquantadue anni, di Siracusa, imprenditore , titolare di una società di consulenza nel settore della gestione delle risorse umane e presidente del settore Terziario innovativo di Confindustria di Siracusa; è stato anche consigliere alla Provincia regionale aretusea”. (fonte, Ufficio stampa Presidenza Regione Siciliana, 13 luglio 2012).Allora, la domanda sorge: gli assessori di matrice confindustriale sono uno o tre? Quanto è distante dalla politica Confindustria Sicilia? Ivan Lo Bello, in conferenza stampa, la scorsa settimana, parlando di aeroporto di Catania, ha detto che Confindustria non ha rapporti con la politica. E- coerentemente- nell’intervista al “Corriere” critica la politica del governo regionale. Altra constatazione generale: tutto questo -in particolare le nomine assessoriali (ce ne sono state anche altre)- avviene a ridosso delle annunciate dimissioni del presidente Lombardo, previste per la fine di questo mese di luglio.Ed inoltre: ecco cosa è scritto in un recente comunicato di Confcommercio in occasione di una conferenza stampa, del 6 luglio scorso, dei dirigenti dell’organizzazione di categoria, con altri esponenti di categorie produttive:”….in conferenza stampa, il presidente provinciale di Confcommercio Riccardo Galimberti, esprime una preoccupazione di fondo per quanto riguarda le categorie rappresentate in Camera di Commercio.’Proprio in questo momento di grave crisi – spiega Galimberti – ove si avverte la necessità indifferibile di avere concretezza, visione e proposizione, si assiste invece all’esfoliazione della rappresentatività. In parole povere – continua il presidente di Confcommercio Catania – si indeboliscono i sindacati e la politica prende questi spazi. Clamoroso come il Sole 24 Ore, giornale di Confindustria, anticipi le attività dell’assessorato regionale alle Attività produttive dandone pretestuosa ricostruzione, ledendo onore e operato dell’ente, ma evidentemente, il famoso pattum sceleris è pianificato e portato avanti da un gruppo ben organizzato che non ha la cura degli interessi del territorio ma opera in una logica di spartizione del tutto per pochi’ “.


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