Sindacati. Oggi sciopero e-distribuzione: a Catania adesione oltre il 90% tra gli operai


Pubblicato il 20 Giugno 2025

Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec UIL
Comunicato stampa 
Le organizzazioni sindacali di categoria Filctem-CGIL, Flaei-CISL e Uiltec-UIL nazionali, hanno proclamato per la giornata di oggi otto ore di sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici di e-distribuzione, società del gruppo Enel responsabile della gestione della rete elettrica e dell’utenza.
A Catania, l’adesione ha raggiunto punte superiori al 90% tra gli operai, a dimostrazione del profondo disagio vissuto dal personale e della determinazione collettiva nel rivendicare condizioni di lavoro dignitose e sostenibili.
È il terzo sciopero nazionale proclamato in pochi mesi: un fatto inedito che certifica la profondità della crisi. La miccia è stata accesa dalla modifica arbitraria degli orari di lavoro per il personale operativo, una scelta che non ha prodotto miglioramenti organizzativi né vantaggi per l’efficienza del servizio. Al contrario, ha generato un diffuso malessere, ridotto la qualità della vita e minato la possibilità di conciliare tempi di lavoro e tempi di vita. A distanza di appena un mese dall’applicazione della nuova turnazione, decine di lavoratori denunciano di non riuscire più a vedere regolarmente le proprie famiglie. 
La Sicilia e, in particolare, la provincia di Catania, stanno affrontando criticità strutturali nella rete elettrica, in un contesto aggravato da ondate di caldo estremo e picchi di consumo estivo. In tale quadro, è evidente che non si può pretendere produttività attraverso il logoramento umano. I segretari generali provinciali  Jerry Magno (Filctem-CGIL), Giuseppe Passanisi (Flaei-CISL) e Alfio Avellino (Uiltec-UIL) denunciano “un approccio miope e dannoso da parte dell’azienda, che rischia di compromettere non solo il benessere dei dipendenti ma anche la capacità di attuazione dei progetti legati al PNRR, con pesanti ricadute su investimenti e sviluppo nel territorio catanese. Gli effetti di questa vertenza, infatti, non sono soltanto locali: le medesime condizioni si registrano in tutta Italia, ed è assurdo che l’azienda continui a ignorare una protesta ampia, profonda e legittima. Rimarremo a fianco di cui lavora.”


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