Sinistra Italiana: la sanità siciliana ai tempi di Cuffaro: chiuso tre mesi consultorio familiare per morosità Enel


Pubblicato il 20 Novembre 2025

comunicato stampa

La gestione della sanità nella regione Sicilia è, a dir poco, fallimentare. Si allungano a dismisura le liste di attesa: per una visita specialistica o per un esame si attendono 12 mesi, penalizzando i ceti più deboli, che non possono pagarsi le prestazioni private.

Così un sesto dei cittadini siciliani dichiara di non curarsi più per motivi economici: sembra essere ritornati al dopoguerra. Cinquant’anni di sanità pubblica e qualificata, tra le migliori del mondo, quasi cancellati per carenze di bilancio, ma, soprattutto nella nostra regione, per incapacità dei dirigenti, molti dei quali nominati per motivi clientelari e/o di appartenenza a questa o quella consorteria politica.

E’ emblematica la gestione di un servizio fondamentale nella nostra società, come quello dei consultori familiari. Fondamentali per l’opera di informazione e di prevenzione di gravi malattie fisiche, pensiamo solo ai tumori, del disagio psichico e dell’educazione sessuo-affettiva da, che spesso contribuisce a distruggere intere famiglia, i consultori familiari siciliani, e catanesi in particolare evidenziano una grave carenza che penalizza gli utenti.

Nella nostra area metropolitana attualmente risultano chiusi due consultori, quelli di San Giovanni Galermo e Misterbianco, mentre ne dovrebbero essere aperti molti di più per garantire un servizio degno di questo nome.

Invece ci ritroviamo con poche strutture aperte e funzionanti, con il risultato che gli utenti devono fare decine di chilometri per avere udienza ed per poter accedere ai servizi di consulenza e di cura.

L’incapacità gestionale regna sovrana:: l’ASP non è mai riuscita a colmare questo deficit di servizio, mantenendo a stento, e male, le poche strutture esistenti. Ma la mala gestione arriva all’inverosimile, e l’ASP non riusce nemmeno a garantire quello che ogni buon padre e madre di famiglia con impegno sono invece in grado di fare.

Sinistra Italiana denuncia la mala gestione dell’Asp che riguarda il consultorio familiare “Martoglio” di via N. Martoglio n. 11, Catania. Questa struttura, molto importante perché situata in una quartiere popolare dove consulenze, cure ed interventi qualificati possono rendere meno difficile la vita di tante famiglie, è rimasto chiuso per tre mesi da giugno a ottobre 2025.

Questo non è avvenuto certo per decisione dei dipendenti, psicologa, ginecologhe, ostetriche e assistenti sociali, costretti a ripiegare su altre strutture esistenti, né per scelta strategia. Il motivo è più banale, ma è emblematico della mala gestione dell’ASP di Catania.

Il consultorio “Martoglio” è rimasto chiuso perché privo di energia elettrica e quindi non in grado di far funzionare telefoni, illuminare stanze, attivare attrezzature elettroniche. Questo è avvenuto non certo per un disservizio dell’Enel, ma perché la struttura dell’ASP non è stata in grado di pagare le fatture di energia elettrica, insolute da circa un anno, tanto che Enel, a seguito della morosità ha provveduto a tagliare la luce.

Questa grave inadempienza amministrativa dell’Asp ha costretto alla chiusura temporanea del consultorio “Martoglio”, obbligato a spostare la propria attività presso il consultorio “Orfanelli”, che per tre mesi ha funzionato in promiscuità, riducendo prestazioni ginecologiche/ostetriche e sociali, compreso il servizio di screening per le donne, fondamentale per la prevenzione dei tumori.

Ebbene cosa è successo dopo un disguido di tale rilevanza? Quali provvedimenti disciplinari sono stati presi per i responsabili?

Nulla di tutto ciò. Il mancato pagamento delle fatture Enel e la chiusura per tre mesi di un consultorio familiare, con riduzione delle prestazioni verso gli utenti, è stato considerato un fatto di “ordinaria amministrazione”, un errore veniale, frequente e non rilevante ai fini disciplinari. In realtà la gestione clientelare e insipiente dell’ASP ha determinato nella nostra città e nella regione tutta, uno scadimento del servizio, rendendo nullo il grande impegno di tanti operatori, medici, ginecologhe, ostetriche, assistenti sociali, psicologi, che credono nel servizio pubblico e nell’attività a stretto contatto con le donne e le famiglie dei quartieri catanesi.

Sinistra Italiana presenterà un esposto alla corte dei conti ed alla Procura della Repubblica, perché siano accertate le responsabilità, affinché non si verifichino più atti del genere nel futuro e sia prestata la giusta attenzione ai servizi gestiti dall’ASP di Catania.

Il segretario provinciale Giolì Vindigni il segretario cittadino Marcello Failla.


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