comunicato stampa Questura di Catania. Nel pomeriggio del 19 gennaio scorso, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due catanesi, padre classe 1983 e figlio classe 2007, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nell’ambito delle ordinarie e periodiche attività finalizzate a reprimere fenomeni […]
Sinistra Italiana: manifestazione su “Mafia e politica. La Sicilia che resiste”
Pubblicato il 13 Dicembre 2025
Si è svolta ieri presso l’ostello degli elefanti, in via Etnea n. 28, la manifestazione indetta dalla federazione catanese di Sinistra Italiana sul tema: Mafia e politica. La Sicilia che resiste. Ha aperto l’assemblea l’intervento di Noemi Sciré di UGS Catania che ha denunciato la difficile condizione che vivono i giovani siciliani di fronte al dilagare del malgoverno e del malaffare nelle istituzioni regionali. “La stanchezza e l’umiliazione che subiscono le generazioni siciliane più giovani sono ormai quotidiane, “ha detto Noemi Sciré. “Molte e molti di noi avevano pochissimi anni di età quando Totò Cuffaro venne arrestato per favoreggiamento alle mafie, oggi lo ritroviamo al centro di un sistema corruttivo senza eguali, dopo la piena riabilitazione alla vita politica. Contemporaneamente i nostri territori sono oggetto di colonizzazione da parte della mafia in ogni settore produttivo, a partire dai nostri Comuni di provenienza Randazzo e Palagonia.
Serve sempre di più ribadire che è la mafia a non assicurarci un lavoro dignitoso, a non garantire buoni servizi, a devastare la nostra terra con la mala gestione dei rifiuti.”
Successivamente Giuseppe Mannino, della segreteria nazionale dell’UGS, ha ricordato le cause della diffusione della mafia nella nostra regione ed il sempre più evidente intreccio tra mafia, imprenditoria e rappresentanti del governo della cosa pubblica. “Ci chiediamo come tutto questo sia possibile” ha affermato Giuseppe Mannino” E la risposta è che ci troviamo davanti ad un tempo che va al contrario, con un governo nazionale che quasi legittima le mafia parlando a Catania di tasse come pizzo di Stato, mentre il governo regionale di Schifani viene giornalmente travolto da scandali corruttivi: fatti che ci riportano ai tempi in cui nelle aule di governo si diceva che la mafia non esisteva. Ecco che torna indispensabile ricordare la storia di Peppino Impastato, il ragazzo che lottando contro il capitale nell’Italia degli anni ‘70, trovò naturale contrastare Cosa Nostra e lo fece colpendo nel punto più sensibile”
Matteo Iannitti, presidente catanese dell’ARCI ha sottolineato come la lotta alla mafia oggi sembra essersi ridotta alla commemorazione dei morti e alla persecuzione di disperati nullatenenti. “La mafia”, ha detto Iannitti, “ è un sistema di potere che tiene insieme riciclaggio del denaro sporco, imprenditoria e politica. Liberarsi dalla mafia significa liberare i territori dal dominio feudale di chi cancella democrazia e diritti con la forza dei soldi e della violenza. Centrodestra e centrosinistra alla prova del governo della Regione hanno perpetuato le stesse logiche clientelari e gli stessi modelli di gestione. Resistere alla mafia e costruire una prospettiva diversa per il nostro territorio non significa cambiare i cognomi di chi governa: non basta, non serve, sarebbe un imbroglio. Serve sovvertire le logiche della politica siciliana, restituendo democrazia e potere alle cittadine e ai cittadini.
Il segretario regionale di Sinistra Italiana Pierpaolo Montalto ha ribadito quello che deve essere il ruolo della Sinistra nella lotta alla mafia, ricordando come spetti alla magistratura reprimere i fenomeni criminali, ma che è dovere della politica riuscire a prevenirli.
La ricetta che ha tracciato il Segretario di Sinistra Italiana-AVS è quella costruita in anni di lavoro sul territorio e che individua nelle politiche sociali, nel diritto a un lavoro sicuro e ben pagato, nella presenza della scuola pubblica e dello stato sociale, gli strumenti di prevenzione più utili per strappare la nostra gente dalla ricattabilità di cui si nutre il potere politico/mafioso.
Compito della Sinistra, ha infine concluso Montalto, è poi quello di rescindere con assoluto rigore, qualsiasi legame tra un’alternativa credibile di governo e tutti coloro i quali, attraverso la degenerazione della politica e la complicità dei potentati economici, hanno alimentato il sistema di corruzione e di connivenza che da troppi anni mortifica la Sicilia.
Luisa Impastato, dell’associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, ha ripercorso la storia di quel gruppo di giovani, animatori di Radio Aut, in cui Peppino Impastato si distingueva per il rifiuto della logica omertosa, tanto prevalente nella società civile di quel periodo. “Peppino ancora oggi ci ricorda quanto sia importante indignarsi e rifiutare ogni legame con le organizzazioni mafiose. “Ha detto Luisa Impastato” Le battaglie che ha sostenuto contro i capimafia della zona, e segnatamente contro Gaetano Badalamenti, con il tempo sono diventate un modello per tutti i giovani siciliani. Mafia significa sottomissione, strapotere di pochi ed è l’esatto opposto della democrazia e della costituzione italiana, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine di fronte alla legge. Non dimenticare il suo messaggio è oggi fondamentale per proseguire ed innovare la lotta alla mafia e condurre con più decisione che mai la battaglia per dare un futuro ai giovani della nostra terra.
Il segretario cittadino
Marcello Failla.




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