SINISTRA ITALIANA: NO ALLA CONTRORIFORMA DELLA GIUSTIZIA. DIFENDERE L’AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA


Pubblicato il 07 Marzo 2026

Si è tenuta ieri, presso l’ostello degli elefanti, in via Etnea n. 28, l’assemblea pubblica di Sinistra Italiana a sostegno del no ai prossimi referendum sulla riforma della giustizia, approvata dal parlamento.

L’iniziativa è stata aperta da Marcello Failla, segretario cittadino di Sinistra Italiana che ha ricordato il significato politico della riforma della giustizia fortemente voluta dalla destra italiana. “Negli anni, ha sostenuto Marcello Failla, la destra italiana ha sempre tentato di approvare leggi per la separazione delle carriere di magistrato inquirente e magistrato giudicante,

Già nel 1970 Giorgio Almirante, leader del Movimento Sociale Italiano, aveva depositato in parlamento un apposito disegno di legge. Nel 2006 la legge Castelli aveva inserito alcune misure in tal senso, poi cancellate dal governo Prodi l’anno successivo, nel 2011 era stato presentato un DL costituzionale a firma Berlusconi Alfano, che non ebbe esito, mentre ben due referendum non avevano raggiunto il quorum nel 2000 e nel 2022. Si tratta inoltre di un obiettivo dichiarato dall’eversiva loggia P2 di Licio Gelli che nel suo Piano di Rinascita Democratico aveva sostenuto la separazione delle carriere ed il controllo del governo sulla magistratura inquirente.”

Successivamente ha parlato il dott. Alessandro Laurino, magistrato del comitato Giustodireno Catania, che ha contestato gli attacchi del governo e della destra nei confronti della magistratura. “Il sistema giustizia in Italia, ha detto il dott. Laurino, agisce con sempre maggiori carichi di lavoro e con significative carenze di organico. Mancano il 15% dei magistrati e dei funzionari. Contrariamente a quanto affermato dal governo solo lo 0,5% dei magistrati nell’ultimo anno ha cambiato funzione, passando da inquirente a giudicante o viceversa, mentre nel 46% delle sentenze degli ultimi 5 anni il magistrato giudicante ha emesso una sentenza diversa dalle proposte del pubblico ministero. La destra attacca in realtà il sistema giudiziario italiano che è invece considerato un modello dalla Corte di Giustizia Europea, proprio perché magistrati inquirenti e giudicanti sono impegnati a ricostruire la verità, a tutto vantaggio degli imputati più deboli.”

Ha preso quindi la parola l’avv. Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana, per ribadire le ragioni del no ai referendum confermativi sulla riforma della giustizia.

“Perché una parte importante degli avvocati chiede di votare no ai referendum?” Ha detto l’avv. Montalto. “Perché questo significa difendere la costituzione italiana e sostenere l’autonomia della magistratura, pilastro della nostra Carta e della separazione dei poteri.

Quella approvata dalla destra italiana è una vera e propria controriforma della giustizia: si vuole così essere forti con i deboli e lasciare impuniti i poteri forti, il mondo politico ed economico del nostro Paese. L’attacco del governo a ragazzi e ragazze che protestano contro il genocidio di Gaza, la veemente critica verso le sentenze che sostengono la forza del diritto verso immigrati o il divieto di fermare pretestuosamente le navi delle ONG che salvano vite nel mediterraneo, sono il segno di una destra che vuole trasformare il Paese con l’odio verso i più deboli e verso chi è diverso: ritorna così il progetto di Licio Gellli e dell’eversiva Loggia P2, come ha apertamente rivendicato in questi giorni il figlio Maurizio. Ciò rivela, se non bastasse, il carattere antidemocratico della destra italiana ed il suo progetto di democrazia autoritaria che vuole trasformare il nostro Paese, come nella Russia di Putin o nell’Ungheria di Orban, concentrando tutto il potere nelle mani dell’esecutivo e facendo ritornare l’Italia alla monarchia assoluta, a prima dell’illuminismo.

Perché il potere concentrato nella mani di uno solo, come diceva Montesquieu nel 1748, genera solo corruzione: così nasce la concezione della separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, che devono essere autonomi ed esercitare un controllo reciproco, per difendere la democrazia.

Successivamente ha parlato l’avv. Avv. Fabio Anselmo, avvocato penalista per il no, il quale ha ricordato che se il sistema giustizia non funziona è per una precisa responsabilità del governo e della destra italiana, che attacca i magistrati quando intervengono su leggi e provvedimenti anticostituzionali e lascia la giustizia senza risorse e senza personale, condannando gli italiani a lunghi processi con procedure vetuste e farraginose.

L’assemblea è stata quindi conclusa da Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi Sinistra, che ha ribadito la scelta di votare No ai prossimi referendum costituzionali. “Per Sinistra Italia”, ha detto la senatrice Cucchi, “ dire NO significa difendere la completa autonomia della magistratura, sconfiggere una riforma che dietro la separazione delle carriere, introduce due CSM eletti con il sorteggio e quindi depotenziati, per ricondurre la magistratura sotto il controllo della politica. Occorrere battere una destra che si appresta ad approvare altre gravi leggi già depositate in Parlamento e che renderebbero più forte il controllo dell’esecutivo nei confronti della magistratura: si vuole sottrarre la polizia giudiziaria al giudice inquirente, per farla dipendere direttamente dal Ministero dell’Interno, che potrebbe così dirigere tutte le indagini giudiziarie, si vuole minare l’obbligatorietà dell’azione penale, dando precedenza ad alcuni reati su tutti gli altri, si punta a limitare le intercettazioni solo ai reati di mafia. La destra vuole l’impunità della politica, e per questo ha già cancellato il reato di abuso di ufficio, vuole condizionare la magistratura nelle indagini contro i reati di corruzione e di collusione tra colletti bianchi e mafia, intende così colpire i cittadini più deboli, mentre i potenti resterebbero immuni dalle indagini giudiziarie. Sinistra Italiana continuerà la sua campagna per il no, che cresce quotidianamente nei sondaggi, perché la gente ha ormai capito che il vero fine dei questa controriforma è colpire l’indipendenza della magistratura e porre sotto il controllo del governo il magistrato inquirente, per garantire l’impunità ai politici corrotti .

Catania 7 marzo 2026

Il segretario provinciale Il segretario cittadino

Giolì Vindigni Marcello Failla.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

L’8 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della donna, dedicata ai diritti femminili e alla riflessione sulle sfide ancora aperte. Negli anni la ricorrenza di un solo giorno si è trasformata in più giorni di eventi, incontri e iniziative culturali dedicati all’universo femminile. Un’occasione per riflettere sul ruolo delle donne nella […]

1 min

In occasione della giornata internazionale della donnna, dal mondo dell’associazionismo vengono risposte adeguate all’importanza della data dell’ 8 marzo. Gaspare Drago, presidente della Lega Confelp Catania, si è attivato per ricordare il valore di questo giorno, che è un simbolo della volontà di indipendenza e giustizia delle donne. Confelp Catania si dichiara, pertanto, a sostegno […]

5 min

Si è tenuta ieri, presso l’ostello degli elefanti, in via Etnea n. 28, l’assemblea pubblica di Sinistra Italiana a sostegno del no ai prossimi referendum sulla riforma della giustizia, approvata dal parlamento. L’iniziativa è stata aperta da Marcello Failla, segretario cittadino di Sinistra Italiana che ha ricordato il significato politico della riforma della giustizia fortemente […]