SONIA MESSINA: “MUNNIZZA A CATANIA? FUORI TEMPO MASSIMO AMMINISTRAZIONE COMUNALE E INTELLETTUALI DI SINISTRA”


di iena marco benanti

 “Se io fossi sindaco, ma per sfortuna (o sfortuna?) non lo sono”: cominciamo questa rubrica di ienesicule intervistando la “passionaria” Sonia Messina. Volto noto. Faccia finta buona. Ma sempre meglio lei di tanti “sepolcri imbiancati” intrisi di moralismo.

Iene: Sonia Messina, Catania è sporca e piena di rifiuti. Di chi è la colpa?

“Stando alle ultime dichiarazioni ufficiali, sembrerebbe che nessuno sia colpevole. Insomma: “Il Comune è una vittima cosi come i cittadini di Catania”.

Certo che se io fossi Sindaco – e per fortuna o purtroppo non lo sono- avrei più di un imbarazzo se il mio vice, in mia assenza forzata, esternasse pubblicamente quello che ci siamo raccontati nel chiuso di quattro mura. E cioè che tanto ci siamo fatti distrarre da altro, che non siamo più riusciti a trovare il bandolo della matassa. Perché se quasi a chiusura di consiliatura non siamo riusciti neppure a trovare la falla nel sistema – o non l’abbiamo voluta trovare- oppure non siamo stati all’altezza,  agli occhi dei cittadini passa addirittura in secondo piano il fatto che per l’amministrazione comunale non ci siano responsabili.”

Iene: Gli intellettuali di sinistra sono indignati, pure tu? Gli intellettuali di sinistra sono con Samuele Bersani, pure tu?

“Gli intellettuali di sinistra sono sempre indignati, almeno dai tempi di “Palombella Rossa” nei miei ricordi.

Io che di intellettuale ho poco e di sinistra ancora meno ma solo perché non sono mai riuscita a superare l’esame di ammissione della classe dirigente locale, ho superato da tempo questa fase.

Iene: Hai ragione, hai il cognome sbagliato, prova a farti adottare…

“Comunque, mi sarei spellata le mani di applausi per Samuele Bersani se fosse riuscito a darci una vera scossa, ma in realtà abbiamo ottenuto ben poco, una pulita dove passa la suocera (lo so, in italiano non rende) in centro, una dichiarazione di non colpevolezza dall’Amministrazione e un’altra bandiera alzata dalla sinistra cittadina. Mi ricorda molto la seconda candidatura di Napolitano, quando più lui li offendeva più i deputati in plenum lo applaudivano! Se fossi io il Sindaco – e per fortuna o purtroppo non lo sono- continuerei a dormire su due cuscini, domai si parlerà d’altro.”

 Come nasce il problema dei rifiuti a Catania nel tempo? Quali soluzioni?

 “Non lo sa neppure il Vice Sindaco che pesci pigliare e lo chiedi a me?

Da semplice cittadina mi basterebbe una organizzazione della differenziata che preveda un controllo capillare del territorio ad oggi assente. In questi giorni mi sono chiesta perché buttare la spazzatura davanti al cancello d’ingresso non prima delle dieci sera se poi anche se al mattino tutto sparisce; nelle isole ecologiche a due passi da casa sorgono montagne di rifiuti che non avevo mai visto? Ecco, se io da Sindaco riuscissi a spiegare questo mistero avrei compiuto il mio dovere egregiamente. Basta poco in fondo, Catania lo sappiamo è una città dalle aspettative basse…”

 Ma in termini di consenso elettorale va meglio la polemica sui rifiuti rispetto chessò a mettersi in azione per recuperare le tante scuole abbandonate a Catania?

“Le scuole distrutte sono sempre una ferita al cuore, qualsiasi “colore” abbia un Comune. Non fanno notizia oggi, ne hanno fatta ieri, domani forse di nuovo. Ma ce la dobbiamo prendere con noi stessi e al nostro modo superficiale di farci prendere dall’argomento del giorno. Tutto è cominciato con il “Vaffa Day”, niente è stato più lo stesso, la politica, il giornalismo e il nostro modo di digerire la notizia che fa più tendenza. Dovremo tutti tornare a scuola. Ecco se fossi Sindaco, riaprirei le scuole per tutti, grandi e piccoli!”

Ultima domanda: ma anche questa intervista è un “campanello” per una tua candidatura? Stai lavorando anche tu ad un complotto? “Quelli che la sanno lunga” lo potrebbero pensare…

 “La notizia di una mia eventuale candidatura non credo susciti particolare interesse visto che fra un anno a Catania tutti saranno candidati, dal macellaio sotto casa al medico di famiglia, dal cugino di terzo grado al fidanzato di un’amica dell’ amica. La domanda giusta sarebbe stata se credo di diventare consigliera comunale e la mia risposta sarebbe stata serenamente no.

Una volta durante un dibattito per la presentazione di un libro il moderatore con sorpresa dei presenti mi uso ad esempio. Disse che io rappresentavo in politica quel meccanismo che a Catania da almeno vent’anni inevitabilmente ad un certo punto si sbloccava, smetteva di andare avanti… un onore per me e la maturazione di una certezza: fatevi due conti!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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