Sport, Calcio: Rigoli a casa, giusto sparare sulla Croce Rossa?


Pubblicato il 14 Febbraio 2017

Iena in disappunto  (nella foto uno dei trionfi del nuovo tecnico rossazzurro)

Il Catania perde partita e faccia in quel di Agrigento, al termine una partita allucinante con 11 fantasmi a trascinarsi stancamente su e giù per il campo, e la dirigenza che fa, esonera il povero Pinuzzo Rigoli, reo di aver prima strapazzato la corazzata Matera, per poi perdere con una squadra in piena crisi, l’Akragas, che lotta per non retrocedere.
La settimana prima, un novello sir Alex Ferguson”de noantri”, oggi l’allenatore del Borgorosso football club.
Il calcio è questo e a pagare, si sa, è sempre l’allenatore.
Ma, la colpa di avere cominciato il campionato con una squadra assolutamente inadeguata, spuntata e incompleta è di mister Rigoli? I giocatori, li ha voluti lui?
La scelta di un allenatore che, a parte i miracoli di Agrigento, non possedeva (non è scoperta di oggi ) grande esperienza nella categoria e sopratutto, quel carisma necessario per un campionato d’alta quota nonostante l’handicap, è di nonna Tina, o della dirigenza rossoazzurra?
Non si può illudere un’intera città e la sua straordinaria tifoseria, dopo anni di inferno calcistico e retrocessioni, allestendo una squadretta con alla guida un bravo (perché secondo noi, Rigoli è un bravo allenatore ) allenatore, proveniente però da anni di eccellenza e serie d, se si eccettua una breve parentesi in terza serie.
Non si scopre solo a metà campionato, che Michele Paolucci (mai bomber nemmeno ai tempi migliori) non era la bocca di fuoco che tutti ci aspettavamo e via discorrendo.
Insomma, dopo gli ottimi ma più che tardivi innesti di Mazzarani, Marchese, Pozzebon e Tavares che sono uomini in carne ed ossa e non supereroi, c’era la pretesa che Rigoli così, dalla notte al giorno, inanellasse una striscia positiva di 40 vittorie?
Perché dopo averlo scelto in estate, non gli è stata concessa una chance con una squadra (forse), finalmente all’altezza? La verità vera, purtroppo è un altra.
Il calcio ad alto livello, la programmazione, i cd “campionati a vincere”, dalle nostre parti, sono ormai uno sbiadito ricordo.
Da anni ormai – abbiamo fatto il  “callo calcistico” – regnano sovrani, in seno alla dirigenza rossoazzurra, confusione e approssimazione, tutto qua.
Ora si volta pagina, e si ricomincia da Mario Petrone, neo mister rossoazzurro.
A lui, i nostri migliori auguri per uno splendido finale di campionato. Ha l’esperienza, e il carisma giusto per guidare il Catania verso una “mission impossible” o si tratta dell’ennesimo esperimento fallimentare sulla pelle del popolo rossoazzurro?
E chi lo sa, lo scopriremo partita dopo partita, a cominciare dal Taranto, tra poche ore.
Speriamo bene, e…i cucchi a’casa.
Forza Catania.


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