“Trantinate”, ordinanza decoro, Savoca: “Il trionfo dell’ipocrisia”


Pubblicato il 14 Luglio 2023

La Catania dei mille problemi ha trovato finalmente il suo Deus ex machina, il Sindaco Trantino ha infatti partorito un’ordinanza sulla “sicurezza pubblica” che, come un tocco di bacchetta magica, riporterà ordine e decoro sulle nostre strade… In che modo? Ma è chiaro, con una sequela di divieti, e relative sanzioni per i trasgressori, che sembrano copiati da un vecchio provvedimento del ventennio: dal 13 luglio sarà vietato sedersi sui gradini delle chiese, appoggiarsi sui muretti, “bivaccare” sulle panchine, bere fuori dai bar, “detenere” strumenti atti a imbrattare, assumere comportamenti indecenti anche nelle dimore private… Insomma un Grande Fratello al cubo con prescrizioni così ridicole e prive di senso, che hanno un sapore autoritario d’antan, che non si sa se sia meglio ridere o piangere. Una sorta di festival dell’ipocrisia perbenista tipica di chi pensa che basti nascondere la polvere sotto il tappeto per proclamare che tutto è a posto, del resto è noto che al giorno d’oggi apparire è molto meglio che essere… Infine stupisce che un avvocato penalista, che dovrebbe avere particolarmente a cuore la tutela rigorosa dei diritti di libertà di ogni cittadino, si avventuri a delineare improbabili fattispecie “criminose” assolutamente vaghe ed arbitrarie, frutto di una cultura del sospetto dal contenuto chiaramente repressivo, nonché per certi aspetti ridicole ed insensate. Speriamo che alla fine prevalga il più elementare buonsenso ed il sindaco revochi l’ordinanza in questione: l’immagine di turisti multati perché aventi l’ardire di appoggiarsi sui muretti o di sedersi sui gradini, come avviene in tutte le città europee, o di zainetti ispezionati alla ricerca di pennarelli o altri “strumenti atti a imbrattare”, o di ragazzi multati per avere sorseggiato una birra fuori dagli spazi “consentiti”, non ci qualificherebbe come una grande capitale del turismo. Preferiremmo che fosse assicurata una adeguata pulizia delle nostre strade e piazze piuttosto che spiare i comportamenti indecenti assunti dai catanesi nelle “private dimore”.

Gabriele Savoca.


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