Tumore ovarico, 500 nuovi casi all’anno in Sicilia: Acto premia la rete di solidarietà e lancia i progetti 2027


Pubblicato il 04 Ottobre 2026

COMUNICATO STAMPA

Più di 60 persone premiate, tra medici, professionisti, sportivi, volontari, bambini, rappresentanti delle istituzioni e tante realtà che negli anni hanno scelto di esserci. È questa la rete che Acto Sicilia – Alleanza contro il Tumore Ovarico – ha voluto celebrare ieri sera a Villa Antico Rotolo, a Catania, con “L’eco di un grazie che continua”.

Un grazie a chi ha dedicato tempo, energie e competenze all’associazione, a chi ha contribuito a diffonderne la voce e a chi ha portato le iniziative di Acto Sicilia in luoghi diversi, dagli spazi di cultura ai treni della Circumetnea. Una rete nata attorno alle donne che affrontano un tumore ovarico e alle loro famiglie e cresciuta coinvolgendo mondi molto diversi.

“Abbiamo coinvolto tutta Catania e non solo Catania: rugbisti, velisti, ammiragli, architetti, ingegneri, stilisti, truccatori, bambini, sommelier. Veramente tutta Catania», afferma Giusy Scandurra, primario di Oncologia medica dell’ospedale Cannizzaro di Catania, ringraziando «tutte quelle persone che hanno creduto fin dal primo momento ad Acto, alla grande famiglia che si è creata”.

Da questa rete sono nate le partite con i Briganti Rugby di Librino, le veleggiate con la Lega Navale Italiana, le mostre di Land Art con le copertine per neonati realizzate dalle pazienti oncologiche e dalle loro famiglie, i libri che raccontano le storie di pazienti e dei loro figli, arrivati anche alla Biennale di Venezia e al Salone Nautico di Genova. E poi il Giardino Magico, creato nel reparto di Oncologia medica del Cannizzaro, dove si svolgono incontri e attività, compresa la caccia alle uova di Pasqua per i bambini.

“Non basta dare supporto alla paziente, alla donna affetta da tumore ginecologico. Bisogna guardarsi attorno, guardare la famiglia”, sottolinea Anna Maria Motta, presidente di Acto Sicilia. “La malattia oncologica è una malattia delle famiglie e deve ricevere un supporto adeguato”.

Il tumore ovarico è una patologia rara e non sempre viene diagnosticata in tempo. «In Sicilia si ammalano 500 donne ogni anno, 5.000 in Italia» dice Scandurra. Il tumore ovarico «spesso viene trattato in fase avanzata» e per questo, spiega, è necessario diffondere la conoscenza dei sintomi e delle alternative terapeutiche.

La serata è stata anche l’occasione per presentare le iniziative che Acto Sicilia vuole realizzare nel 2027: Passeggiata con i “Geni”, In giardino tra foglie di tè: infusioni letterarie in tazza!, Di padre in figlia, e Discussioni sul quarto spazio. Progetti diversi per continuare a tutelare le pazienti, ascoltarle e occuparsi anche di ciò che c’è attorno a loro, a parlare di prevenzione, cura, tutele legali e valore della condivisione.

“Già ce ne sono quattro o cinque in cantiere, pronti per essere varati”, aggiunge Scandurra.

Al centro di tutto ciò che rende possibile ogni progetto: le persone. Quelle che ci sono state, quelle che continuano a esserci e quelle che potranno aggiungersi alla rete. Non è scontato il loro sostegno, ecco perché è importante dire loro grazie.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

Si è conclusa domenica 27 la terza tappa del girone A del campionato nazionale di rugby in carrozzina: alcuni incontri, a causa della defezione forzata del Padova Rugby e degli Ares Romanes Roma causata dai disagi al traffico aereo per la chiusura dell’aeroporto di Catania, non si sono disputati, ma è stata comunque un successo […]

1 min

Catania – Ancora in scena sabato 3 ottobre, alle ore 20.00, nel Campo San Teodoro Liberato – I Briganti di Librino, a Catania, la farsa in un atto “Puddu Faccitagghiata”di Monsignor Francesco Pennisi. In scena Antonietta Attardo,  Andrea Caruso, Concetto Cefalà, Letizia Tatiana Di Mauro, Gaetano Gullo, Nino Patanè, Mario Scirè e Saro Stella. La […]