Ugl Sicilia – Manovra Ars: nel dettaglio nessuna risorsa per Ast e per il trasporto pubblico locale


Pubblicato il 22 Ottobre 2026

Palermo, 22 ottobre 2026.

L’Ars ha approvato le variazioni di bilancio. Tra le misure ci sono circa 200 milioni di euro per il credito d’imposta sugli investimenti nella Zes e 80 milioni nel 2026 contro il caro carburante. Per l’autotrasporto è previsto uno stanziamento aggiuntivo di 15 milioni, che porta a 30 milioni la dotazione complessiva della categoria nell’anno. Altri 15 milioni sono destinati alle imprese del trasporto turistico con autobus, ai taxi e agli Ncc.

L’Ugl Sicilia rileva che nel dettaglio della manovra diffuso dalle agenzie non compaiono stanziamenti dedicati ad Ast S.p.A., la società regionale da cui dipendono circa 600 famiglie di lavoratori. Mancano indicazioni anche sul rinnovo del parco mezzi, sull’adeguamento dei rimborsi chilometrici per il trasporto pubblico locale e sulla continuità territoriale marittima e aerea.

«Abbiamo letto con attenzione le misure approvate», dichiara Carmelo Giuffrida, segretario regionale Ugl Sicilia. «Le risorse per l’autotrasporto e per il trasporto turistico sono state messe in campo. Per Ast, che regge il trasporto pubblico di tutta l’Isola, non vediamo ancora una risposta».

I problemi di Ast restano quelli già indicati dal sindacato. Il rinnovo dei veicoli procede con difficoltà e i mezzi più vecchi hanno limiti di circolazione. Per garantire il servizio l’azienda ricorre ai noleggi a caldo, cioè a mezzi con conducente. Questi noleggi hanno prodotto extra-costi stimati in oltre 11 milioni di euro tra il 2025 e il 2026, somma non prevista nel piano di risanamento. Le tariffe per i rimborsi chilometrici non coprono i costi di gestione, che sono saliti per carburante, assicurazioni e manutenzione. Le tratte passate all’offerta privata hanno ridotto ancora gli introiti. Restano da incassare i crediti maturati dall’azienda.

«Servono coperture finanziarie certe e parametri contrattuali adeguati, altrimenti il piano di risanamento non regge», afferma Giuffrida. «Dietro quei numeri ci sono lavoratori e famiglie. Chiediamo al Governo regionale e all’assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità di dire con chiarezza dove e quando arriveranno le risorse, e di sbloccare i trasferimenti alle aziende di trasporto».

Il segretario aggiunge: «Il confronto con le parti sociali deve restare aperto. Se i servizi si fermano o si apre una fase di conflitto, a rimetterci sono prima di tutto i cittadini che ogni giorno prendono un autobus per andare al lavoro o a scuola».

L’Ugl chiede quindi tre cose: garantire la continuità aziendale e occupazionale di Ast, sbloccare i trasferimenti destinati alle aziende dei trasporti, mantenere aperto il tavolo con il mondo del lavoro.


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