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Trent’anni anni senza Gesualdo Bufalino tra libri e musica. Ieri l’anniversario della scomparsa dello scrittore celebrato all’interno del festival “L’ingegnere di Babele”
Pubblicato il 15 Giugno 2026
Trent’anni senza Gesualdo Bufalino tra libri e musica: “L’Ingegnere di Babele” ha presentato ad “A Tutto Volume” la nuova edizione di “Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid?” e a Comiso il concerto di Ruben Micieli con una composizione inedita dedicata all’indimenticato scrittore siciliano.
COMISO – Due giornate diverse e complementari, unite da un unico filo invisibile: quello della parola che diventa pensiero, della memoria che si fa racconto, della musica che si trasforma in evocazione. La sesta edizione de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, ha attraversato il fine settimana tra Ragusa e Comiso riaffermando ancora una volta la vitalità dell’eredità dello scrittore comisano a 30 anni esatti (questa domenica 14 giugno) dalla sua scomparsa. Sabato 13 giugno il festival ha fatto tappa a Ragusa, ospite di “A Tutto Volume”, con l’incontro “30 anni senza Bufalino” dedicato alla presentazione della nuova edizione di “Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid?”, ripubblicato da Archilibri e curato dal prof. Nunzio Zago, direttore scientifico della fondazione. Nel cortile del Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” di Ragusa, il dialogo tra Zago e Giuseppe Traina, docente di Letteratura italiana all’Università di Catania e componente del comitato scientifico della Fondazione, ha condotto il pubblico dentro la natura più intima del volume: un esercizio di autoanalisi letteraria, un continuo gioco di specchi tra identità e rappresentazione, tra verità e finzione. Le celebri cinque domande della tradizione retorica classica – Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid? – hanno guidato un percorso che in Bufalino diventa metodo di conoscenza e forma del pensiero. Perché? A chi? Chi? In che modo? Che cosa?: cinque varchi attraverso cui interrogare il reale e, insieme, interrogarsi.
Il giorno successivo, ieri domenica 14 giugno, il festival è tornato a Comiso nel giorno dell’anniversario della morte dello scrittore, in un loggiato di piazza delle Erbe, luogo tanto caro a Bufalino, avvolto da un’atmosfera di intensa partecipazione e raccoglimento, per il concerto per piano solo di Ruben Micieli. Il pianista di fama internazionale, tra l’altro di origini comisane, ha attraversato alcune delle pagine più significative del repertorio pianistico, da Frédéric Chopin ad Adolfo Fumagalli, fino alle raffinate suggestioni di Stefano Golinelli e Ignace Xavier Joseph Leybach, costruendo un itinerario sonoro di rara eleganza, virtuosismo e profondità espressiva.Ma è stato il finale a imprimere alla serata un valore particolare: la prima esecuzione assoluta di “Sfumature emotive”, composizione originale di Micieli dedicata a Gesualdo Bufalino. Un omaggio intimo e personale che ha tradotto in musica l’universo letterario dello scrittore, fatto di sottili inquietudini, raffinatezze interiori e continua tensione verso la bellezza. Nel silenzio attento, la musica ha assunto la forma di un dialogo sospeso con la memoria, confermando ancora una volta ciò che Bufalino stesso sembrava suggerire nelle sue pagine: che tra le arti non esistono confini netti, ma continui passaggi, corrispondenze, risonanze.
Il prossimo appuntamento de “L’ingegnere di Babele” sarà il 19 giugno con l’atteso concerto di Giovanni Caccamo “L’alba dentro l’imbrunire”, tour sinfonico che celebra dieci anni di carriera dell’artista e che comprende un omaggio al suo maestro Franco Battiato. Informazioni e prevendita sul sito www.fondazionebufalino.it. Promosso e organizzato dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, il festival è realizzato con il sostegno dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Comiso, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, di Agriplast SpA di Vittoria e di SAC Aeroporto di Catania. Maggiori informazioni sui canali social.


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