21 anni senza Rino Nicolosi: il ricordo di Giovanni Burtone


Pubblicato il 30 Novembre 2019

Oggi ricorrono 21 anni dalla morte di Rino Nicolosi. Un maestro, una guida, una leadership naturale. Se usassimo una metafora calcistica lo potremmo definire un numero “10”, uno di quei giocatori che in giro non se ne vedono più. Uno di quei giocatori di cui si avverte una grande nostalgia. Avere visione non è da tutti ed è quello che fa la differenza della maiuscola della “p” di “politico”. In fondo quello che manca oggi alla politica è capire cosa c’è dopo la punta del nostro naso. Le presunte leadership di attualità sono tutte concentrate sul breve, brevissimo periodo. Piccolo cabotaggio, triste. Mortificante per l’Italia. In fondo che Paese è quello che vede la senatrice a vita Liliana Segre dover camminare con una scorta perchè qualcuno la minaccia per quello che è lei, la sua persona, la sua storia. E così chi non conosce la storia ora prova anche a cambiarla. Così pensi a cosa è accaduto in questi 21 anni e pensi a come avrebbe affrontato Rino la lunga transizione in questo tempo sovranista. Lui persona mite, figlio del Mediterraneo e di questa Europa che non voleva più guerre.

I suoi valori avevano radici profonde nel cattolicesimo democratico che non aveva bisogno di ostentare crocifissi e rosari per il semplice motivo che prima di tutto veniva la persona. Di qualsiasi colore, di qualsiasi estrazione e genere. Che fosse un pescatore o un imprenditore, uno sdentato o un alto funzionario dello Stato, Rino aveva la capacità di parlare con tutti allo stesso modo trattandoli alla stessa maniera. È questa la sua eredità più grande, prepolitica. E questa Sicilia afona, senza più voce che va avanti con inerzia, quanto dolore avrà nel vederla così in declino. Quanto manca alla sua terra quello straordinario n. 10. Noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, di essergli vicino, di apprendere tanti dei suoi insegnamenti non siamo riusciti ad esserne all’altezza. Aveva previsto tutto. Aveva previsto il declino della politica proprio a partire dalla vicenda che più lo aveva provato. E quei nodi mai risolti sono ancora lì a testimoniarci un paese fermo e bloccato, una Sicilia gattopardesca. Se Diogene fosse qui oggi con la sua lanterna cercherebbe un altro Rino Nicolosi ma continuerebbe a vagare perchè non c’è e non ci potrà essere. Rino è stato unico. Un maestro, un uomo. Vero.

Giovanni Burtone.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

2 min

Mentre la “Catania perbene” (quella mescolanza di ordinaria borghesia omaggiante la magistratura per esigenze di classe e di portafoglio) si schiera, in larga parte, per il “NO” al referendum di marzo sulla “riforma Nordio”, i problemi della “giustizia” catanese restano sempre gli stessi. Da decenni. Come, ad esempio, le sedi giudiziarie, dove le illegalità sono […]

1 min

La legge di bilancio 2026, legge n. 206/2025, ha introdotto una nuova misura di definizione agevolata dei debiti fiscali, la cosiddetta rottamazione quinquies. Uno strumento che consente ai Comuni di attivare forme di definizione agevolata dei tributi locali, permettendo ai contribuenti di saldare il dovuto senza il peso di interessi e sanzioni maturate nel corso […]

4 min

CATANIA – Sabato 31 gennaio MaisonArt vi aspetta a partire dalle 20.30 al Fil Rouge in Via Firenze 229 B, Catania, per un nuovo appuntamento con la cultura e la musica. La poetessa Angela Bonanno ci farà vivere momenti magici con le sue poesie in dialetto siciliano. Un appuntamento esclusivo che celebra le radici e […]

1 min

«Esprimo piena soddisfazione per l’esito dell’incontro che ieri l’assessore regionale all’Agricoltura ha avuto con i rappresentanti delle associazioni di categoria in merito all’emergenza agricoltura determinata dal ciclone Henry». Lo dichiara il deputato regionale del gruppo Mpa–Grande Sicilia, on. Giuseppe Lombardo, che richiama però la necessità di passare rapidamente dalle interlocuzioni alle misure concrete. «Dobbiamo tuttavia constatare – […]