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Aeroporto di Catania, Mpa-Grande Sicilia: “No a una privatizzazione senza trasparenza, garanzie e tutela degli interessi dei catanesi”
Pubblicato il 05 Giugno 2026
Il gruppo consiliare MPA-Grande Sicilia al Comune di Catania, composto dai consiglieri Orazio Grasso, Bruno Brucchieri e Simona Latino, ha presentato un Ordine del Giorno in occasione del Consiglio Comunale straordinario dedicato al tema del “Processo di privatizzazione della SAC S.p.A., prospettive strategiche dell’Aeroporto di Catania e sistema della mobilità connessa”, chiedendo che il percorso di eventuale cessione della società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso avvenga nel rispetto di principi inderogabili di trasparenza, tutela del patrimonio pubblico, salvaguardia occupazionale e sviluppo del territorio.
«Non siamo contrari per principio all’ingresso di capitali privati in una grande infrastruttura strategica come l’aeroporto di Catania. Al contrario, riteniamo che un partner industriale qualificato possa rappresentare un’opportunità di crescita e di accelerazione degli investimenti. Tuttavia, proprio perché parliamo di uno degli asset più importanti della Sicilia, non possiamo consentire che il processo avvenga senza le necessarie garanzie e senza un pieno coinvolgimento delle istituzioni rappresentative dei cittadini», dichiarano i consiglieri Grasso, Brucchieri e Latino.
Nel documento presentato il gruppo MPA-Grande Sicilia chiede che qualsiasi procedura di privatizzazione sia subordinata all’attuazione integrale del Masterplan aeroportuale, alla tutela dei livelli occupazionali, alla valorizzazione dell’aeroporto di Comiso, alla realizzazione delle opere compensative per la città di Catania e alla previsione di clausole vincolanti capaci di garantire investimenti certi e verificabili per l’intera durata della concessione.
«Ci chiediamo innanzitutto perché si stia procedendo verso la vendita della quota di maggioranza della SAC senza che sia stata preventivamente resa pubblica una valutazione indipendente e trasparente del reale valore della società. È legittimo domandarsi chi tuteli il patrimonio pubblico se il valore dell’azienda dovesse essere determinato esclusivamente dalle offerte degli eventuali acquirenti senza un prezzo minimo di salvaguardia».
I consiglieri evidenziano inoltre come restino ancora aperti numerosi interrogativi sulla governance della procedura: «Vogliamo sapere quali siano esattamente i poteri esercitati dal Consiglio di Amministrazione e dall’Amministratore Delegato nella vendita della società, perché il percorso non sia stato preventivamente condiviso con tutti gli enti pubblici soci e per quale motivo non sia stato ancora reso pubblico il piano industriale che dovrebbe accompagnare una scelta così rilevante per il futuro della Sicilia orientale».
Secondo il gruppo MPA-Grande Sicilia è necessario comprendere se le criticità economiche e reddituali evidenziate negli ultimi anni siano realmente riconducibili alla natura pubblica della società oppure a specifiche scelte manageriali e organizzative.
«Prima di cedere il controllo di una infrastruttura strategica bisognerebbe accertare le cause delle eventuali inefficienze, verificare costi, investimenti, concessioni, ricavi e responsabilità gestionali maturate nell’ultimo decennio. Non si può sostenere che la privatizzazione sia l’unica soluzione possibile senza avere prima affrontato il tema della riforma della governance e della valorizzazione delle potenzialità del gruppo SAC».
Particolare attenzione viene dedicata alle ricadute sociali e occupazionali: «Le tutele per i lavoratori rappresentano una priorità assoluta. Occorrono clausole vincolanti che garantiscano il mantenimento dei livelli occupazionali, dei diritti acquisiti, dei contratti collettivi applicati e delle condizioni salariali sia per il personale SAC che per SAC Service e per tutto l’indotto aeroportuale».
I consiglieri pongono inoltre l’accento sul ruolo strategico dello scalo per lo sviluppo economico della Sicilia orientale: «Dopo la privatizzazione gli enti pubblici dovranno continuare a poter incidere sulle decisioni strategiche. È indispensabile evitare che prevalgano esclusivamente logiche finanziarie o che lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso venga sacrificato a vantaggio di altre scelte industriali. La gestione del sistema aeroportuale deve continuare a rispondere agli interessi delle comunità locali, del turismo, delle imprese e della mobilità dei cittadini».
Infine, Grasso, Brucchieri e Latino chiedono che la Regione Siciliana assuma un ruolo attivo di indirizzo e controllo e che ogni decisione venga preceduta da un confronto pubblico approfondito.
«Abbiamo formulato trentasette quesiti che riteniamo fondamentali per garantire piena trasparenza sull’intera operazione. Chiunque voglia procedere alla cessione della maggioranza della SAC ha il dovere di fornire risposte chiare ai cittadini siciliani. Non è accettabile che un’infrastruttura strategica per il presente e il futuro della Sicilia possa essere ceduta senza un dibattito pubblico, trasparente e approfondito nelle sedi istituzionali competenti. Prima di vendere bisogna conoscere, valutare, tutelare e programmare. Solo così si difende realmente l’interesse collettivo».


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