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All’ospedale San Marco di Catania la poesia accompagna il percorso della maternità: successo per il progetto “La poesia salverà il mondo”
Pubblicato il 29 Luglio 2026
Promuovere un modello di assistenza ispirato ai principi dell’umanizzazione delle cure, in cui la salute della persona viene intesa come equilibrio tra benessere fisico, psicologico e relazionale. Con questo obiettivo, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” guidata dal direttore generale, Giorgio Giulio Santonocito, ha ospitato, nel presidio San Marco di Librino, il progetto “La poesia salverà il mondo”, promosso in collaborazione con Fabbricateatro nell’ambito della rassegna “Palcoscenico Catania – La bellezza senza confini” – Edizione 2026. Ad accogliere l’iniziativa è stato il direttore medico di presidio, Giuseppe Mangano insieme ad Antonino Rapisarda, direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Marco.
La mattinata si è articolata in due turni, inseriti nei corsi di accompagnamento alla nascita della Ginecologia, ai quali hanno preso parte future mamme e futuri papà. Ad aprire gli incontri è stato il regista di Fabbricateatro Elio Gimbo, che ha illustrato il significato dell’iniziativa e il valore della poesia quale strumento di ascolto, relazione e benessere. Dopo la lettura di alcune poesie, i partecipanti sono stati invitati a condividere emozioni, paure, speranze e aspettative legate alla nascita di un figlio, e ad intervenire liberamente o con scritture sui propri pensieri su un block notes. Un momento di confronto che ha favorito l’ascolto reciproco e la condivisione, attraverso il linguaggio della poesia.
«Iniziative come questa – ha spiegato il direttore Santonocito – sono sempre le benvenute nella nostra azienda dove prestiamo molta attenzione anche al benessere psicologico, emotivo e relazionale dei pazienti. Offrire alle future mamme e ai futuri papà un’occasione di condivisione delle proprie emozioni attraverso il linguaggio della poesia, vuol dire curare anche le sensazioni che accompagnano un momento così importante della loro vita. Ringrazio tutti per aver contribuito alla riuscita dell’iniziativa».
A guidare il laboratorio poetico “Terra incognita” sono stati i poeti catanesi Giuseppe Gabriele Condorelli, Anna Maria Di Falco e Renato Pennisi, che hanno accompagnato i partecipanti in un percorso di riflessione sulle emozioni suscitate dall’attesa di una nuova vita. Nel corso della mattinata è intervenuto anche il direttore della Ginecologia, Rapisarda, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa. «Ho dedicato la vita alle donne, è da 44 anni che faccio questo mestiere ed è una cosa bellissima. Sento spesso parlare della parità tra uomo e donna e mi viene da sorridere perché le donne hanno un’informazione genetica superiore e il laboratorio della vita che noi uomini non abbiamo».
Prima dell’avvio del laboratorio, Antonella Russo, psicologa aziendale, ha somministrato un questionario sintomatologico finalizzato a valutare il rischio di sviluppare un disturbo depressivo nel periodo successivo al parto. L’attività rientra in una ricerca epidemiologica promossa dall’Azienda per monitorare la frequenza di questo disagio e favorirne un’eventuale individuazione precoce. «Nella maggior parte dei casi le donne non sviluppano una depressione post partum. È invece frequente che, subito dopo il parto, si manifesti un fisiologico abbassamento del tono dell’umore, il cosiddetto maternity blues. È importante che le donne sappiano che possono parlarne senza vergogna: non sempre ci si sente subito forti o completamente felici. Con il giusto sostegno e un naturale periodo di adattamento, questa fase viene superata e la maternità può essere vissuta con serenità», ha spiegato la psicologa.
La collaborazione tra le due realtà proseguirà con nuove iniziative a conferma della volontà comune di promuovere la cultura come strumento di benessere.




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