Ambiente, Acicastello(Ct): al via i lavori del collettore fognario. Obiettivo: ridare splendore al mare dei Ciclopi


Pubblicato il 18 Gennaio 2017

 di iena a mare marco benanti

Nel 1973(sic!) Alfio Caruso scriveva –indignato- del mare inquinato di Acitrezza. Una volta ci è capitato fra le mani questo articolo: grondava giusta e sacrosanta rabbia. Perché, malgrado i catanesi e la loro strafottenza, vedere la merda -e magari i topi- davanti ai Ciclopi fa incazzare.

Da oggi –e ufficialmente con lo scorrere dei prossimi 27 mesi- si attende la parola fine a questo scempio: il via ai lavori del collettore fognario che dovrà raccogliere i reflui che oggi finiscono a mare è una bella notizia. Forse per noi coglioni, magari mezzi romantici, per noi che crediamo che un gioiello come il mare di Acitrezza –e di tutta la costa- vada tutelato sul serio.

Si tratta, pertanto, di un “appuntamento storico” come ha detto il sindaco di Acicastello Filippo Drago.  Lui ci ha messo l’anima per realizzare quest’opera (in mezzo ai soliti commenti da bar sui politici e le grandi opere…), in mezzo a intoppi e problemi di ogni tipo. I soldi -lo ha ricordato Drago stamane- sono arrivati dal governo Berlusconi, dal Ministero allora guidato da Stefania Prestigiacomo. Ma oggi, nella sua scontata veste di “inauguratore delle cose (altrui)” è arrivato al via della prima “martellata”, il sindaco di Catania. Accanto a lui il commmissario al comune di Acicatena Enzo D’Agata, già Procuratore della Repubblica di Catania grazie alla sinistra catanese.

Attorno i tecnici, i funzionari, insomma le persone che hanno fatto e dovranno fare ancora per realizzare 18 chilometri di rete fognaria (nove sulla costa) per  un costo complessivo di circa 21 milioni di euro. L’opera verrà realizzata dalla ATI Comer-Cospin.

C’è da fare. C’è da realizzare il collettore da Capo Mulini a Ognina e collegarlo al collettore catanese che da Ognina arriva fino a Pantano d’Arci. C’è finalmente da rendere meno pirandelliana, meno tragica la realtà di una terra. Che merita di uscire dalla merda (reale e virtuale) perchè merita altro.


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