ANAFePC – Lavoro e Sociale: “Turismo in Sicilia, il paradosso tra flussi da record ecollasso idrico-infrastrutturale”


Pubblicato il 30 Maggio 2026

La Sicilia del turismo supera il tetto storico dei 22,5 milioni di presenze grazie al boom di visitatori stranieri. Tuttavia, questo straordinario potenziale economico rimane ostaggio di un cronico deficit infrastrutturale e di una palese incapace gestione che rischiano di compromettere definitivamente la credibilità internazionale della regione scrive ANAFePC Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale.

Il primo paradosso riguarda la mobilità interna. “E’ inaccettabile che una meta globale sconti ancora tempi ferroviari biblici, una totale assenza di alta velocità e collegamenti scarsi verso scali isolati come Comiso e Trapani – dichiara Calogero Coniglio presidente ANAFePC, Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura – Questa inefficienza costringe i turisti al noleggio forzato di auto private, esponendoli a tariffe speculative per poi trovarsi intrappolati in una rete stradale devastata da cantieri infiniti e deviazioni, con gravi ripercussioni anche sul congestionamento e sulle difficoltà di accesso a mete d’élite come Taormina, dove l’insufficienza dei parcheggi rende estremamente difficile e stressante raggiungere il centro”.

“A ciò si sommano intollerabili squilibri territoriali per cui, mentre l’overtourism soffoca le coste, l’entroterra resta escluso dai circuiti per isolamento logistico – aggiunge Maurizio Cirignotta Vice Presidente ANAFePC – le stesse perle naturali della costa occidentale, come la Riserva dello Zingaro, pagano il prezzo di un totale isolamento dai mezzi pubblici di linea che costringe all’uso dei transfer o dell’auto privata e di una cronica gestione di traffico e parcheggi, con posti auto che a luglio e agosto si esauriscono già al mattino creando code e pesanti disagi. Emblematico resta il caso dell’area di Agrigento, che richiede oltre 90 minuti per raggiungere il primo aeroporto, un vuoto che il pur florido settore crocieristico non può colmare da solo”.

La criticità più allarmante, che assume ormai i contorni di una vera e propria emergenza civile, è però la gestione dei servizi essenziali, a partire dalla devastante crisi idrica che colpisce al cuore i territori a più alta densità turistica. “È emblematico e intollerabile il caso dell’agrigentino, una delle mete più visitate a livello internazionale – spiega Agata Giuffrida componente ANAFePC – qui, dove i flussi di viaggiatori si concentrano per ammirare la maestosità della Valle dei Templi e per affollare la costa e le sue località balneari, la grave carenza e mancanza d’acqua si manifesta con turni di erogazione esasperanti e rubinetti che spesso e molte volte restano a secco”. “In questo quadro si inserisce l’assurda vicenda del Comune di Canicattì – precisa Coniglio – un caso ormai da oltre sei mesi senza soluzioni e finito alla ribalta della stampa e della TV nazionali; davanti a istituzioni locali che non riescono a trovare una quadra, il forte sospetto è che la complessa realtà di questo comune sia rimasta ai margini dell’agenda politica palermitana, quasi dimenticata dai tavoli decisionali regionali che dovrebbero governare l’emergenza”.


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