Antimaffia? Infiltrazioni Paffiose nella carne di Passera: “tutto fumo o niente arrosto?”


Pubblicato il 11 Febbraio 2015

di Marco Pitrella

Un pericoloso virus circola in quell’angolo di cielo che è un triangolo di pelo, è il noto pelo di paffffia che si annida nelle carni da macelleria sociale, come se fosse antani e la formazione professionale.

In Sigilia, erano in molti ad ammalarsi di pafffia, girando intorno all’eterna sconfitta del carro di buoi. Adesso c’è un tipo che, pur essendo carnivoro, odia a tal punto la pafffffia da combatterla solo a parole.  

 Eppure, è notizia di questi giorni, che si indaga per infiltrazioni pafffffiose nella  carne di Passera. L’imprenditore, col-l’osso-buco duci comu u poccu, è leader dell’industria ego-logica confederale e consociativa addetta al rilascio di certificati antiPafffia a destra, a sinistra e di lato a soggetti incaricati e allineati.

Una polpetta avvelenata, in slang da geco giornalista cieco.

Il pelo di paffffia sarebbe stata riscontrata nelle famose cipollate corrette con aglio-abbaglio, per il rutto corrotto della cuffffffia.

A dichiararlo agli inquirenti, che l’hanno detto agli acquirenti, alcuni onnivori pentiti, diventati vegetariani.

Dalle griglie dei marciapiedi “signorina cosa desideri?”

Dal salotto buono, si dispensa dalle sviste, solo fiori, parole buone e presunzione d’ innocenza.

Certo, se il pelo di pafffia si fosse infiltrato nel wurstel di un paninaro del lungomare assasizzato, i goverNani avrebbero subito sentenziato con paffffia… e che schiaffo sarebbe stato.

Del resto di carni antipafffia, in Sigilia, ne sono ghiotti tutti. Riempirsi la bocca. Mangiare tanto e mangiare sano. L’antiPaffffia è la manna dei potenti che li fa volare, con incarichi e prebende moltiplicatesi come cani e ricci, nei palazzi dei governAlti.   

 E’ daVVero aSSurdo, comunque, che sia stato indagato proprio  colui ha scelto di combattere i comitati di malaffffffare che dopano, con massicce dosi di pizzo, le bestie.

 Intanto, avviati subito i controlli in tutti gli stabilimenti siti in via della legallllità.

Riscontrata la prima anomalia: nessun camice ma tutti colletti bianchi.

 Certa stampa, ca ci mancia, affonda il coltello nella costata… ma chi siamo noi per dire chi è Caino e chi è Abele?

Del resto, si tratta della “ditta” esporrà all’Expo, ha finanziato le olimpiadi di Xbox, fa andar bene il Popò e il testimonial era Dodò, quello dell’albero azzurro.

Crocifiggere il pio-pio di Passera, per un pelo di pafffia, sarebbe un assist all’omertà.

Tra Odi et amo il mercante di distillati, ciclostilati, semifreddi e spremute di lumia, noto portavoce e porta croce delle battaglie antiPafffffia ne “La gazzetta del Cirenaico” scende a difesa dell’indagato… Che qualcUno voglia fargliela pagare all’antiPafffioso per le sue battaglie?

Minimizza, anche, il populista della Re-pubblica manettara con un “tutto fumo e niente arrosto! – e aggiunge accarezzando Pier, il bassotto antiPafffffioso – non si può escludere che ai danni di Passera, sia stata montata una mole antonelliana di accuse provenienti da settori deviati dell’estremismo vegano.”

E pure – a noi garantisti per natura e per cultura – ci pare strano che il populista Re-pubblicano e dalla Gazzetta del Cirenaico, noti giustizialisti, parlino di complotti e presunzione d’innocenza.

Persino Pier il bassotto ci pare stupido e stupito.

Allora tutti garantisti tutti quannu ci cummeni a idddi… e quannu nun cu cummeni, visi in prima pagina per riempire l’album delle figurine.    

Che stiano perdendo il lume della (loro) ragione? O, forse, vivono un momento di esilarante e “interessata” follia?

Ancora non c’è dato sapere.

Nell’ attesa, viva la Passera che non fa male come la Pafffia… o l’antiPaffffia.

 


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