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Auser Sicilia celebra a Catania gli 80 anni del voto alle donne: difesa della Costituzione, parità ancora incompiuta e appello alla mobilitazione democratica
Pubblicato il 03 Marzo 2026
“80 anni di voto alle donne. Libertà, democrazia, futuro”. Con questo filo conduttore Auser Sicilia ha riunito stamattina, nella Sala di notte del Palazzo della Cultura di Catania, istituzioni, associazioni e mondo accademico per celebrare una conquista storica e, al tempo stesso, rilanciare una sfida ancora aperta. A ottant’anni dal suffragio femminile, la partecipazione delle donne è stata indicata come motore strategico per il futuro del Paese.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Carmelo De Caudo, segretario generale della Cgil Catania: “Celebrare gli 80 anni del voto alle donne è un impegno concreto a non arretrare sui diritti, a vigilare sulla qualità della nostra democrazia, a chiamare tutte e tutti alla responsabilità”.
La relazione introduttiva è stata affidata a Nicoletta Gatto, della presidenza Auser Sicilia, mentre a presiedere l’incontro è stato Giorgio Scirpa, presidente regionale dell’associazione.
Al centro della mattinata la ricostruzione storica e politica proposta da Gatto, che ha ricordato come “questa iniziativa vuole rievocare e celebrare il coraggio e la determinazione di quelle donne che furono determinanti per la costruzione della democrazia nel nostro Paese”. Dal decreto del 1945 che riconobbe il diritto di voto fino all’elezione delle 21 Madri costituenti, Gatto ha sottolineato il ruolo decisivo delle donne nella scrittura della Carta e nelle battaglie civili successive. Ma il quadro, ha avvertito, resta incompleto: “A 80 anni di distanza dobbiamo ancora registrare discriminazioni nel lavoro e una parità retributiva che è ancora da conquistare”. Da qui l’appello netto: “Difendiamo la nostra Costituzione, la Costituzione più bella del mondo”.
Nel suo intervento Nicoletta Gatto ha richiamato anche il prossimo passaggio referendario sulla riforma della giustizia, invitando a una partecipazione vigile e consapevole. “Come le donne di 80 anni fa anche oggi siamo chiamate a mobilitarci per difendere la democrazia”, ha detto, esprimendo preoccupazione per i possibili effetti della legge Nordio sull’equilibrio dei poteri e sull’assetto parlamentare disegnato dalla Costituzione.
Scirpa, nel suo intervento, ha ribadito il senso politico dell’iniziativa: “Celebriamo la forza dirompente delle donne che anche attraverso il voto sono state determinanti per tutte le conquiste sociali e civili di questo Paese”. Un percorso che dal referendum del 2 giugno 1946 arriva alle grandi riforme su diritti civili e lavoro. “Oggi come sempre sono in prima linea al fine di difendere la nostra Costituzione quale fonte suprema del diritto”, ha aggiunto.
Il dibattito, coordinato dalla presidenza, ha visto gli interventi di Pinella Di Gregorio, ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Catania, Agatino Cariola, ordinario di Diritto costituzionale nello stesso Ateneo, Adriana Laudani, avvocata dell’Udi Catania, Maryon Randazzo, studentessa dell’associazione Primavera del Sud, Elvira Morana, responsabile politiche di genere Cgil Sicilia e segretaria regionale Spi Cgil, e Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia.
Morana ha invitato a non fermarsi alla celebrazione: “È una pietra miliare per il riconoscimento della piena uguaglianza, ma i diritti sono continuamente sotto attacco”. Fondamentale, ha aggiunto, il ruolo delle giovani generazioni e la necessità, da parte degli uomini, di “recidere le radici che affondano nella cultura patriarcale”.
Mannino ha riconosciuto che “il diritto di voto alle donne ha rappresentato un passo fondamentale”, ma ha avvertito che “il percorso non è ancora concluso”: persistono ritardi nella rappresentanza politica e nel lavoro, con retribuzioni più basse e carriere più difficili. “Dobbiamo tenere alta la guardia e proseguire nelle battaglie per la parità di genere”, ha affermato.
Le conclusioni sono state affidate a Lella Brambilla, in rappresentanza di Auser nazionale, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa siciliana: “Rientra pienamente in ciò che speravamo di vedere realizzato”. Un richiamo anche all’attualità: “Sta a noi, oggi e ancora domani, scegliere di porre il raggiungimento della piena parità come priorità di donne e uomini, insieme”. Un messaggio che ha chiuso l’incontro trasformando la memoria in impegno concreto.





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