Calcio Catania: good luck Ross e Dante


Bisognava essere malati di mente od in malafede per anelare candidature diverse rispetto a quella del Pelligra Group comprensibilmente designato dall’amministrazione etnea quale detentore del titolo sportivo di prossima assegnazione nella serie D di calcio 2022/23.
La più facile delle designazioni possibili, al netto della pantomima del vaglio delle cinque proposte “tutte di altissimo livello” come vergato nell’equilibristico post del sindaco (decaduto) di Catania Pogliese che, lo dicono i fatti e le tonnellate d’immondizia disseminate in città, si trova più a suo agio nei panni del tifoso che come amministratore , ancorché sospeso, della città.
Ancora pochi mesi e potrà tornare sciarpa al collo in tribuna B, altri prenderanno il suo posto così malamente occupato in questi lunghi anni di (dis)amministrazione.
Tra l’altro qualche uccellino ci ha raccontato che Maestri sarebbe stato il prediletto della giunta etnea e che la comparsa di Ross Pelligra e del suo staff simil bocconiano avrebbe scompaginato non poco i giochi
A nulla sarebbe valsa la politica degli annunci dei sodali dell’uomo del termovalorizzatore: da Auteri allenatore, a Baiocco responsabile delle giovanili, con il prossimo comunicato stampa che avrebbe avuto probabilmente come oggetto il nome dell’autista del pullman…
Il vice disastro Bonaccorsi ed il buon Parisi , che non ce ne voglia ma a vederlo parlare di calcio sembra capitato lì per caso, non hanno potuto fare altro che consegnare le chiavi del calcio cittadino agli australiani.
Più munifici, più seri, più tutto. Una cosa è certa: la classe imprenditoriale cittadina sempre pronta ad uscire il Porsche Cayenne dal garage, a prendere l’aperitivo da Amocù, a spiaggiarsi a Marzamemi o magnificare nei saloni di Confindustria Catania la riccanza dell’autodefinita parte più produttiva dell’isola, non ci fa una gran figura.
Lesta a propagandare una floridezza che non ha ed a pavoneggiarsi per i tanti zeri del proprio conto in banca nel deserto produttivo -sempre più deserto – di una città colma di idealtipi con la tessera del reddito di cittadinanza nel portafoglio ma che rappresentano se stessi come tanti piccoli Vacchi etnei.
Ho già più di una scena davanti agli occhi e la profetizzo con la certezza dell’indicativo : la prostrazione verso il nuovo padrone del mondo pallonaro catanese sarà univoca e senza tentennamenti.
Assisteremo ad omaggi improntati all’inchino servizievole dei colonizzati, petali di rosa in quantità industriale verranno gettati ai piedi di quanti saranno designati a rappresentare la proprietà in Sicilia, per non parlare delle articolesse a metà tra l’apologia lecchina ed il più mellifluo dei peana che occuperanno senza sosta ogni testata cartacea ed on line.
E chissà le file per elemosinare l’accredito allo stadio per le partite interne, che la Catania bene mica paga: plaude, impreca, si inginocchia, ma tutto rigorosamente a gratis…

Good luck Ross e Dante, ci sarà da divertirsi …

Saluti speranzosi e divertiti.

Luca Allegra.


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