CARO ENERGIA MANIFESTAZIONE REGIONALE


Massiccia partecipazione di Confcommercio Catania alla manifestazione regionale contro il caro energia con i rappresentanti dei ristoratori, panificatori, lidi balneari, vivai, alimentaristi, distribuzione organizzata e i delegati comunali. Una presenza, quella catanese, per rappresentare disagio e preoccupazioni capitanata dal presidente Pietro Agen e dal vice direttore provinciale Francesco Sorbello.

“Siamo andati a Palermo – dichiara il presidente provinciale di Confcommercio Pietro Agen – per rappresentare una situazione assolutamente esplosiva in capo alle aziende che riguarda sia i piccoli che le medie e grandi imprese, in modo trasversale alle nostre categorie. Abbiamo rappresentato il caso del panificatore con 60 mq di superficie che il 2 novembre non è riuscito pagare una bolletta di € 15,629,40 e ne pagava circa 2400 euro, oppure del commerciante con 7 medie strutture di vendita alimentari la cui bolletta è lievitata da 40 mila a 130 mila euro. E poi il caso di un’altra azienda con 16 medie strutture alimentari che quest’anno pagherà quasi 700 mila euro in più. Sono tutte situazioni esplosive, che metteranno in ginocchio le imprese e che potranno avere un impatto negativo sui livelli occupazionali se non vi saranno interventi concreti ed immediati. Abbiamo manifestato per difendere le imprese ed il lavoro. Si deve comprendere che questa situazione rappresenta una pugnalata alla schiena delle imprese e le imprese non possono difendersi da sole. I governi regionale e nazionale devono intervenire subito”.

Non sono mancate le proposte rassegnate al presidente della Regione Sicilia Renato Schifani e al governo nazionale.

“Chiediamo interventi immediati e chirurgici – precisa il vice direttore di Confcomemrcio Sorbello – tali da incidere sul cuore del problema. Innanzitutto occorre una moratoria di almeno 4 mesi sulle bollette scadute e non pagate per evitare il distacco dell’energia elettrica. Ma ciò che serve realmente è un contributo sulle ultime tre bollette in tutti quei casi in cui si registrano aumenti impossibili da gestire per le imprese. Il nostro ventaglio di richieste prevede, tra l’altro, anche la rateizzazione in almeno 20 anni dei finanziamenti concessi ai sensi delle normative Covid, ma anche dei fidi bancari, e poi un proroga del DURC di 120 giorni ed un intervento sul codice di crisi d’impresa e insolvenza in quanto troppo severo e penalizzante in questa fase storica”.  


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