comunicato stampa Questura di Catania. Nel pomeriggio del 19 gennaio scorso, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due catanesi, padre classe 1983 e figlio classe 2007, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nell’ambito delle ordinarie e periodiche attività finalizzate a reprimere fenomeni […]
CATANIA, comizio al “Garibaldi”: la Corte respinge l’eccezione. Riprende il processo a Stancanelli, Castiglione e ai Navarria
Pubblicato il 16 Novembre 2011
di Iena Benanti
“Inammissibile”: così la Corte Costituzionale ha rigettato l’eccezione di incostituzionalità della legge avanzata nel processo che vede imputati, davanti al giudice monocratico Enza De Pasquale della Terza sezione penale del Tribunale di Catania, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera “Garibaldi” Giuseppe Navarria e il figlio Francesco, consigliere comunale a Catania.
Il reato ipotizzato nei loro confronti, in concorso, è di violazione della legge elettorale e di turbamento di pubblico servizio per un presunto comizio tenuto all’interno del nosocomio catanese a pochi giorni dalle elezioni amministrative del 2008.
La decisione, dopo l’udienza tenuta il 6 luglio scorso, si è appresa oggi: la Corte Costituzionale nel rigettare l’eccezione ha evidenziato un caso di “petitum oscuro”, insomma il quesito non sarebbe stato posto in modo chiaro. Il processo riprenderà il 2 aprile dell’anno prossimo.
L’eccezione era stata avanzata, in aula, dall’avv. Franco Passanisi, difensore del sindaco Stancanelli, che aveva evidenziato una disparità di trattamento fra la normativa che regola la propaganda nelle elezioni politiche e in quella che regola la stessa materia nelle tornate amministrative.
Il processo, in attesa della decisione, era fermo da oltre un anno. Il giudice aveva, infatti, dichiarato “non manifestamente infondata” la questione e quindi aveva disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, sospendendo il giudizio.
Il processo, dopo la citazione diretta in giudizio disposta dal sostituto procuratore Alessandro La Rosa, era cominciato il 7 luglio 2010, dopo le indagini condotte dalla Digos.




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