CATANIA, operazione “antimafia”: in manette un nipote di “Piddu” Madonia


Pubblicato il 16 Novembre 2011

La Dia di Catania ha eseguito, nelle prime ore di stamane, cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Catania Luigi Barone, su ordine della Procura della Repubblica, con i Pm Giuseppe Gennaro, Iole Boscarino e Rocco Liguori.

Per l’operazione “Gibel”, illustrata stamane in conferenza stampa dai vertici della Procura, con il neo Procuratore capo Giovanni Salvi e gli uomini della Dia, sono stati arrestati Lucio Tusa, 48 anni, pregiudicato, nipote del boss “Piddu” Madonia, Giuseppe Ardizzone, 47 anni, incensurato, Giuseppe Faro, 48 anni, con precedenti di polizia, Biagio Angelo Antonino Finocchiaro, 48 anni, con precedenti di polizia, Gaetano Ursino, di 40 anni, incensurato.

Gli indagati sono accusati – a vario titolo- di associazione di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, falso, reati in materia di stupefacenti. Nell’ambito della stessa operazione, sono stati posti sotto sequestro beni per un valore complessivo di circa due milioni di euro.

L’indagine, avviata nel febbraio del 2008 con l’obiettivo di individuare i nuovi referenti, locali e non, di Cosa Nostra di Catania, nonché l’assetto delle cointeressenze di questa con i vari sodalizi operanti in tutta la Sicilia, si è concentrata in particolare sulla figura di Lucio Tusa, ritenuto dagli investigatori stabilmente inserito nel sodalizio mafioso etneo e in solidi rapporti preferenziali con le “famiglie” nissene e palermitane, essendo, peraltro, nipote del noto boss mafioso nisseno Giuseppe “Piddu” Madonia e vicino –essendone il fratello del genero- alla famiglia di Leonardo Greco, vecchio “uomo d’onore” della “famiglia” di Bagheria.

Dalle indagini è emerso, fra gli affari cui avrebbe messo gli occhi la consorteria criminale, anche l’interesse per un centro commerciale, di cui non è stata resa nota la collocazione geografica.

“Nell’ambito delle operazioni di esecuzione delle misure cautelari –è scritto in un comunicato diffuso alla stampa- disposte con l’Ordinanza citata, sulla base delle risultanze investigative e dei conseguenti, mirati e approfonditi accertamenti patrimoniali, si è, altresì, proceduto al sequestro preventivo della “AMAREA s.r.l”, di quote sociali della “G&G. Tourism srl” e svariati conti correnti bancari, riferibili agli indagati (per i quali è stato nominato un custode giudiziale), un’impresa individuale (affidata per la gestione ad un curatore appositamente nominato) due appartamenti, quattro autovetture, due motocicli, per un valore complessivo di circa 2 milioni di Euro”.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento

Altre Notizie

3 min

Da domani 23 settembre all’8 ottobre nuovi appuntamenti sul territorio. Prosegue l’impegno congiunto dell’Asp, degli Enti del Terzo Settore e dei mediatori di sistema per contrastare la povertà sanitaria. Coinvolta anche la Diocesi di Acireale. CATANIA – Sei nuove tappe per portare l’assistenza sanitaria più vicino alle persone in condizioni di vulnerabilità socio-economica. Da domani […]

2 min

Quando dirigevo la più importante organizzazione datoriale del territorio, fra le prime 10 di Confindustria a livello nazionale, ero solito dire, in occasione di verifiche periodiche e di approvazione dei bilanci:” ognuno può giudicare come meglio crede, ma i numeri non hanno imparato a dire le bugie “.Che i numeri non mentono non lo dico […]

2 min

Il deputato regionale: «Diamo seguito agli impegni assunti in Commissione. L’audizione è stata richiesta dal Centro Studi Agricoli Sicilia». «Ho presentato in Commissione un apposito emendamento alle variazioni di bilancio per reperire le risorse necessarie a dare attuazione al bando 2024 della Sottomisura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2022. L’obiettivo è dare seguito agli impegni assunti […]

2 min

comunicato sindacale “Solidarietà agli operatori aggrediti, ma non possiamo limitarci a questo ogni volta che accade un episodio di aggressione in un presidio sanitario cittadino perché sarebbe come intervenire sempre sull’ultimo anello della catena”. Lo afferma Giovanni Musumeci, segretario provinciale UGL Catania. Per l’UGL niente e nessuno può giustificare la violenza, ma dietro queste situazioni […]