Catania, Università: errare è umano, perseverare è diabolico. Rischio inquinamento a Chimica, dopo la tragedia di Farmacia?


Pubblicato il 15 Novembre 2011

di Iena giustiziera

Dopo lo scandalo di Farmacia, le malattie e i decessi al centro anche di un procedimento penale che chiama in causa la dirigenza dell’Ateneo, adesso scoppia un altro allarme. Stavolta arriva da chimica: ci sarebbero –denuncia il movimento studentesco catanese- scarichi a mare di sostanze nocive, quali zinco, piombo, cadmio. Queste sostanze dal dipartimento di chimica verrebbero sversate direttamente nel sottosuolo e andrebbero a finire a mare, senza passare da alcun depuratore.

Stamane, il movimento studentesco catanese ha tenuto, alla cittadella universitaria, una conferenza stampa (nella foto), presente anche il prof. Gabriele Centineo, responsabile dipartimento sicurezza sul lavoro Cgil e l’arch. Daniele Leonardi, rappresentante lavoratori per la sicurezza nell’Università di Catania. Gli studenti hanno recuperato alcuni documenti ufficiali, fra cui le analisi del sottosuolo del 2009. Esiste anche un video, che gira in rete, che mostrerebbe i segni dello sversamento delle acque nere.

Agatino La Rosa del movimento ha denunciato che “alcuni studenti si sono sentiti male. Non si usano sempre le mascherine, abbiamo il caso di una nostra collega all’interno del movimento studentesco che durante una delle esercitazioni all’interno dei laboratori è svenuta, si è sentita male e che quindi è una cosa verificata non solo il fatto degli scarichi, ma che comunque al momento ancora a chimica non si lavora e non si studia in sicurezza”.

I rischi sono forti: lo ha confermato Matteo Iannitti del movimento studentesco, il quale ha dichiarato che “su chimica esiste un problema di contaminazione gravissima”. Il depuratore della cittadella universitaria è al centro delle denunce: è stato via via smantellato. L’Università ha deciso di costruirne uno nuovo.

L’Ateneo ha replicato alla conferenza stampa, sostenendo che tutte le problematiche sollevate dagli studenti sono sotto controllo e –sempre secondo l’Ateneo- non è giustificata alcuna voce allarmistica.

La Federazione della Sinistra, con Pierpaolo Montalto e Salvatore La Rosa, con un comunicato, ha preso posizione: “riteniamo i fatti emersi da quanto dichiarato dall’Arch. Leonardi e dai documenti portati all’attenzione pubblica dall’importante iniziativa del Movimento Studentesco Catanese, di eccezionale gravità. Gravi deficienze strutturali ancora presenti nel plesso universitario della cittadella, acque altamente inquinanti provenienti dalla Facoltà di Farmacia scaricate a mare, depuratore danneggiato con perdite allarmanti ed il terreno sottostante l’edificio di Chimica contaminato, sono i dettagli di quanto ascoltato e letto da tutta la città.

A fronte delle drammatiche conseguenze già prodotte dalle denunciate carenze strutturali e dell’estrema serietà del tema chiediamo a chi amministra l’ateneo di approfondire la sua posizione in merito anche alla realtà della Facoltà di Chimica e di abbandonare qualsiasi tentativo di minimizzare quanto accaduto e i rischi paventati dal responsabile Cgil lavoratori della sicurezza dell’Università di Catania.Crediamo altresì che sarebbe doveroso l’intervento del governo della città considerate le rilevanti implicazioni per l’ambiente e i possibili danni per tutti i cittadini. Chiediamo infine l’intervento della Magistratura per l’accertamento giudiziale dei fatti e la ricerca di eventuali responsabilità”.


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