Catania, “elezioni e resurrezioni”: “risorge” e “lotta insieme a noi” l’Mpa lombardiano…grazie a Crocetta!


Pubblicato il 25 Maggio 2013

Serata memorabile, in piazza Bellini, per la presentazione dei candidati del “Megafono”. Con il Presidente della Regione, Enzo Bianco, “pezzi” di società civile sotto il palco, sopra il palco “pezzi postRaffaeliti” e altri pezzi di altro qua e là…. Manca anche un “pezzo” di piazza, in quanto a presenze…

di iena incivile Marco Benanti

Serata da “incorniciare” questa di stasera, a Catania centro, in piazza Bellini. L’attesa era forte: arrivava proprio lui Saro “Schiumazza” reduce dalle ultime “capriole” all’Ars. Giungeva sotto l’Etna per la presentazione dei candidati alle prossime amministrative rossazzurre. Con lui annunciato l’assessore Marino (famoso magistrato, anche per l’inchiesta sul “Garibaldi”).

Arrivano le auto-blu. In mezzo alla piazza, si fanno strada. Eccoli qua, con Crocetta, ecco i primi “flash durbans”: con lui Enzo Bianco, candidato di un’alleanza che va da Orazio Licandro a Mimmo Sudano. Insomma, una larga democrazia progressiva, dal “comunismo all’italiana” alla “diccì di sempre”. Tutti uniti.

Dopo il “normale” ritardo rispetto al previsto (Crocetta almeno in questo è coerente), ecco i primi flash. Con Bianco. Con “pezzi” di società civile (anche le “anime” sinceramente e idealmente “antilombardiane”). Pezzo qua e pezzo là, manca però un…pezzo di piazza. Vuoto! E c’è il Presidente della Regione!

Niente male: arriva il momento dei candidati. Tutti sul palco. Sentiamo i nomi, Marco, Gelsomino, Furnari…Ma dove siamo? Chez Raffaele? No, da Raffaele Crocetta. In mezzo al pubblico (parenti, amici, conoscenti dei candidati, e poi magari ragazzi col cono gelato in mano) qualche imbarazzo. Taluni ridono. Il “Megafono” cos’è diventato? Un Mpa reloaded? C’è di tutto e di più. C’è anche Erika Marco, dall’Mpa al Megafono. Suo padre Fabio è stato coinvolto nello scandalo del “Garibaldi” (prescrizione in appello). Niente di male: i padri sono padri. I figli sono figli. Non confondiamo i pupi, si direbbe?

Comunque, finale con “schiumazza” a go-go di Saro Confindustria Crocetta che spara a zero: in un’ “orgia” di demagogia e populismo che nemmeno Santoro dei bei tempi, grida contro chi “rema contro”: “ci sono quelli della rivoluzione e quelli contro la rivoluzione”. La gente invece di prenderlo a pernacchie, applaude. L’apparato e le famiglie ansiose per i candidati sono “fedeli alla linea”.

Da Grammichele qualcuno avrebbe sussurrato a fine serata: Raffaele meno male che si sei tu! Ti ricordi sempre degli amici! Anche per questo, la “risurrezione” te la sei meritata: vinci anche quando sembri “scomparso”!

 


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